10
Nov

Viterbo, operazione “El Dorado”: ai domiciliari Augusto Corso

Augusto Corso agli arresti domiciliari. L’imprenditore di Canepina nel viterbese, ha lasciato il carcere romano di Rebibbia una settimana fa, dopo un anno e mezzo di reclusione. nell’udienza del 22 ottobre scorso, infatti, la sentenza del gup Adriana Trapani, ha escluso il reato di riciclaggio. I 17 imputati che hanno scelto il rito abbreviato sono stati tutti assolti da quell’accusa e in 10 sono stati condannati per associazione di stampo mafioso. Per il gup quindi i soldi sporchi lavati nel viterbese potrebbero essere arrivati in un altro modo. Augusto Corso e il fratello Alberto, lo ricordiamo, furono arrestati il 6 maggio 2013 insieme ad altre 20 persone nell’ambito dell’operazione,  “El Dorado”, condotta dai carabinieri del comando provinciale di Viterbo in collaborazione con i colleghi di Reggio Calabria. Fu l’epilogo di un’indagine complessa, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia calabrese, finalizzata a smantellare un vasto giro di denaro sporco che da Condofuri sarebbe arrivato nel Viterbese, in particolare a Graffignano e a Canepina, dove ha sede l’azienda dei Corso, per essere riciclato e rispedito al mittente “pulito”. Seicentomila euro in tutto che al netto del compenso spettante ai “lavatori”, veniva rispedito al mittente a rate mensili di 7.500, più un “bonus” di 50mila euro a ogni operazione.