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Apr

Vini di Calabria, l’IGT Val di Neto

Ci troviamo in un contesto ambientale straordinario e generato dal percorso del fiume Neto che nasce sulle pendici di monte Botte Donato (a circa 1.700 metri di altitudine) nel cuore dell’Altopiano della Sila e giunge, dopo 80 chilometri, nelle acque del Mar Ionio.
Per lunghezza ed estensione è il secondo fiume più importante della Calabria dopo il Crati, quasi secco in estate in inverno diventa impetuoso con una portata che può raggiungere i 280 metri cubi d’acqua al secondo.
La sua foce, suggestiva e preziosa sotto il profilo naturalistico, è uno degli ultimi ambienti umidi della costa ionica calabrese, Zona di Protezione Speciale per la tutela dell’habitat naturale degli uccelli selvatici.
Un territorio, dunque, di assoluto valore cui si associa la straordinaria storia della Magna Graecia.
Qui nascono i vini Val di Neto IGT.
La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini comprende l’intero territorio amministrativo dei comuni di: Andali, Belcastro, Belvedere, Spinello, Botricello, Caccuri, Carfizzi, Casabona, Cerenzia, Crotone, Cutro, Mesoraca, Pallagorio, Petilia Policastro, Roccabernarda, Rocca di Neto, San Mauro Marchesato, San Nicola dell’Alto, Santa Severina, Scandale, Umbriatico e Strongoli.
L’indicazione riguarda mosti ed ai vini per le tipologie bianco (anche frizzante e passito), rosso (anche frizzante, passito, novello), rosato (anche frizzante), con la specificazione del nome di un vitigno.
La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell’ambito aziendale, non deve essere superiore a 18 tonnellate/ettaro (Val di Neto bianco), 16 tonnellate/ettaro (Val di Neto rosso e rosato)
Nell’area di produzione nelle fasce più alte sono stati impiantati i vitigni Greco Bianco e Mantonico, Pecorello.
Appena più in basso sono stati sistemati il Gaglioppo, vitigno autoctono.