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Vini di Calabria, la Cirò DOC

E’ una denominazione con una lunga storia, riguarda alcuni tra i vini più antichi al mondo il cui gusto prese forma e consistenza migliaia di anni fa.
E’ la denominazione Cirò DOC che per lungo tempo, in un contesto come quello calabrese per lungo tempo poco o affatto considerato per quanto riguarda la produzioni vinicola, ha rappresentato l’unico ed il più apprezzato biglietto da visita dell’enologia regionale.
I vini Cirò sono prodotti sulle colline silane che guardano ad Oriente e – soprattutto – lungo il litorale jonico della provincia di Crotone nel territorio dei comuni Ciro, Cirò Marina, Crucoli e Melissa (quest’ultima sede anche di un’altra apprezzata DOC).
Intanto è bene sottolineare come l’allevamento tradizionale delle viti fosse ad alberello basso, sistema che consentiva di ottenere uve di straordinaria qualità, oggi la modalità diffusa è ovviamente quella a spalliera.
Il vino più noto è quello rosso, vero principe di queste produzioni, che si ottiene con il 95% della varietà Gaglioppo, poi in minima parte (ma è una particolarità significativa) con impiego di uve bianche (Greco Bianco e Trebbiano Toscano).
Il rosso di Cirò è anche riserva e costituisce forse il più alto livello di qualità per un vino calabrese.
La riserva si ottiene con  affinamento di almeno due anni, dei quali sei mesi in botti di rovere.
I vini con menzione “classico” vengono ottenuti con uve coltivate nel cuore dell’areale di produzione.
Si producono anche bianchi con uve dei vitigni Greco Bianco e Trebbiano (le stesse impiegate in minima parte per la produzione dei rossi).
Il consumo dei vini rossi di Cirò avviene mediamente entro i cinque anni dalla vendemmia, in alcuni casi anche dieci anni essendo vini strutturati, molto tannici e corposi.