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Nov

VIDEO – Lamezia verso lo scioglimento, Mascaro: “Nessuno ha fatto più di me contro la criminalità”

Scioglimento Mascaro Lamezia

“Per chi crede nel senso civico dello Stato, oggi è stata un’altra giornata negativa”. Sono queste le prime dichiarazioni, a caldo, del sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, all’uscita dalla Prefettura di Catanzaro. Il tema è quello legato all’ormai imminente scioglimento della sua amministrazione, finita nel mirino della commissione d’accesso agli atti.

“Ho portato tante carte al prefetto – dice Mascaro – per chiarire tutti i dubbi della commissione d’accesso, per evitare che una città e un’intera comunità venissero massacrati.”

Ma, evidentemente, per il primo cittadino di Lamezia Terme, le cose non sono andate come previsto: “Sono rimasto sconcertato perché in realtà mi hanno semplicemente chiesto se avessi qualcosa da dichiarare, in 10 minuti, dopo che avevo già inviato tre corpose memorie.”

Poi arriva l’affondo: “Credo che oggi, in questo palazzo, si sia scritta una pagina buia per quello che è lo stato di diritto. A me sembra di vivere nella Bolivia del 1973. Oggi non ha perso il sindaco Mascaro, non ha perso la città di Lamezia Terme: oggi perdono i cittadini italiani e il concetto etico da trasmettere ai nostri figli e alle generazioni future. Noi oggi vediamo che è lo Stato a prendere le decisioni a prescindere da tutto e non accetta alcun contributo.”

Le dichiarazioni di Mascaro all’uscita dalla Prefettura: 

Sembra, dunque, vicinissimo lo scioglimento dell’amministrazione lametina, la decisione potrebbe già arrivare domani o al massimo venerdì. Lo sfogo di Mascaro continua poi negli uffici del Comune: qui continua la propria difesa e a chiedersi perché la propria amministrazione sia prossima alla fine, e non vuol sentir parlare dell’operazione Crisalide o del coinvolgimento e l’arresto di altri elementi della Giunta, prontamente allontanati.

“Per cosa sciogliete il comune di Lamezia, per cosa? – continua Mascaro – se dovesse succedere allora in Italia non ne dovrebbe restare uno, perché non ci sarà mai un comune che se si mette di fronte a me può dire di aver fatto di più nella lotta alla criminalità.”

Insomma, quel che resta per Mascaro e l’intera città di Lamezia Terme è un profondo senso di sconforto e delusione, di una triste consapevolezza. E non bastano neanche le lacrime per Mascaro, né lo sciopero della fame contro chi ha già deciso per il terzo scioglimento del comune lametino.