22
Set

Il viaggio (in treno) del The Guardian: alla scoperta della Calabria

Per la reporter del The Guardian, Tim Parks, c’è gioia nei treni locali nel sud afoso, dove “il ritmo della vita è piacevole e ammaliante come le ferrovie a scartamento ridotto”.

Il suo viaggio in Calabria, zaino in spalla, maglietta e pantaloncini, parte con un soggiorno nel reggino. “Colazione in hotel, passeggiata mattutina e nuotata. Pranzo sotto gli ombrelloni sul lungomare. Allenamento a metà pomeriggio, per superare senza particolar patemi le ore più calde e poi subito in viaggio. Raggiungendo, ad esempio, “Melito di Porto Salvo sulla costa meridionale della Calabria, dove Garibaldi sbarcò nel 1860 per iniziare la sua marcia trionfale verso Napoli. O Brancaleone Marina, più avanti sulla costa, dove il romanziere Cesare Pavese fu mandato in esilio interno per attività antifascista nel 1935. E’ difficile immaginare un mare più blu o una spiaggia più bianca”. 

Muoversi in treno non è complicato per Tim Parks, anche se le piccole stazioni sono per lo più deserte. E poco importa se il distributore automatico di biglietti in stazione sia fuori servizio perché è possibile acquistare il ticket su internet.

Un singolo carrello a diesel appare in un luccichio del caldo di agosto. Potrebbe essere solo 10 minuti di ritardo, ma sembra che provenga da un’altra epoca. All’interno, un condizionatore tintinnante mantiene quasi sopportabile la temperatura. Un paio di venditori ambulanti con merce a buon mercato da vendere sulla spiaggia rimangono incastrati nelle porte. Uno indossa cinque sombreri blu in testa. Un gruppo di bambini di 10 anni corre su e giù per il corridoio. Nessun viaggiatore d’affari. Nessun altro turista. Dopo aver visto la tua prenotazione, il capotreno è alla porta ad accoglierti. Riconosce un inglese a un miglio di distanza, ma non riesce a credere che tu non abbia una macchina. “Nessuno viaggia in treno.”