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Giu

I viaggi del gusto di Lidia Bastianich: i vini Dop e Igp (VIDEO)

Il cerimoniale solenne di una liturgia millenaria. Portare in alto il bicchiere, osservare per un attimo in controluce i riflessi cangianti del liquido bruno e poi assaporare ad occhi chiusi, godendo in un solo sorso di tutte le fragranze di una terra varia e generosa.

Per millenni i nostri avi hanno ripetuto immutati questi gesti come antica liturgia da tramandare alle generazioni future affinché non si perdesse quel patrimonio fatto di fatica, rispetto del territorio e buon gusto. La Calabria, a detta di numerose autorità scientifiche in materia di viticultura, possiede il più importante patrimonio ampelografico al mondo. Le numerose uve autoctone danno origine a tantissimi vini di qualità pregiatissima. Punto di forza dell’Italia intera, il vino presentato dal territorio calabrese fornisce una delle migliori varietà sui mercati non solo italiani, per merito di quel clima e di pratiche agricole tradizionali, che nel tempo si sono evolute, migliorando qualità, diversità e volumi.

Le aziende vitivinicole regionali stanno cercando di valorizzare le numerose varietà calabresi: si parla di circa 200 tipologie differenti di vitigni per produrre vino, non semplicemente dei campioni biologici, ma vere e proprie varietà da cui sono nati altrettanti vini. Una ricchezza immensa che merita la giusta valorizzazione. In Calabria ci sono circa 70 aziende produttrici di vino, e di queste molte sono cosiddette Aziende Boys, nate cioè dalla volontà di giovanissimi imprenditori che assumendosi gli inevitabili rischi d’impresa, investono in moderne tecnologie, per affinare e migliorare i processi produttivi ereditati dai proprio genitori.

La strada parte dall’innovazione e dalla comprensione delle potenzialità enologiche di vitigni storici, supportate dalla tecnologia che non ha l’obiettivo di stravolgere ma di valorizzare ed esaltare l’originalità delle uve, creando prodotti
nuovi ma fortemente legati al proprio territorio e alla propria identità.