20
Ago

Tropea ed un antico culto: “I tri da cruci”

Per raccontare questa antica tradizione di Tropea, il luogo turisticamente più noto ed apprezzato dell’intera regione, è necessario tornare indietro, molto indietro, a quando nella spiritualità cristiana entra prepotentemente il culto della croce.
Nel IV secolo dopo Cristo Papa Silvestro I° decreta il culto, lo fa probabilmente perchè in quegli anni avvenne, secondo la tradizione (o la leggenda) uno straordinario ritrovamento; a compierlo fu Elena, madre dell’Imperatore Costantino il Grande, che recatasi in Palestina ritrovò sotto il Tempio di Venere (eretto sul Monte Calvario) diverse croci, ad una di queste furono riconosciute proprietà taumaturgiche.
Facile immaginare fu indicata come la croce di Cristo.
Tornata a Roma Elena ne porto con se una parte e fece erigere Basilica di Santa Croce in Gerusalemme.
Nacque cosi, dicevamo, il culto della Croce con una festa (poi eliminata) fissata il 03 maggio di ogni anno (ed è la data della tradizione di Tropea che stiamo per raccontarvi).
Secondo lo storico Antonio Sposari il culto della Croce a Tropea era già in atto nel 1120. Nella festa Tropea è addobbata con girandole e bandierine, fanno mostra di se il ballo dei giganti, il ballo del camiuzzu i focu, il volo della colombina, la barca sospesa.
La festa nasce in un quartiere della città, in una piccola chiesa a forma cilindrica e con tre porte. All’interno dell’unico altare vi erano tre croci, la chiesa crollò nel 1875.
I tropeani rimossero le macerie e misero in salvo le tre croci e la festa, oltre al senso religioso che mantenne, si arricchì di altri significati come quello riferito alla paura ed alla reazione dei tropeani di fronte alle razzie dei turchi.
Tropea, infatti, fu conquistata dai turchi ed occupata per un lungo periodo.
Nella festa gli elementi che richiama questa circostanza sono il cammello di fuoco (che ricorda quello vero usato dai turchi per riscuotere i tributi) la barca che fatta esplodere indica la vittoria sui turchi.
Singolare e suggestiva l’esplosione della barca, tra due balconi è fissata una fune su cui scorre una colomba che raggiunge la barca appesa dall’altro lato e che successivamente esplode.
Il tre è il numero dominante, iconicamente il richiamo alla resistenza nei confronti dei turchi non è casuale, erano tre infatti le galere tropeane facevano parte della flotta nell’epica vittoria dei cristiani nella battaglia di Lepanto nel 1571.