07
Lug

Trebisacce, Chiese e luoghi di culto

Sibari e costa dei tre miti Mibact

Trebisacce è uno dei centri balneari più frequentati della riviera nord dello Ionio. Sarebbe l’antica Vicenumun, poi Trabeasatio, ricordata in un documento del 1116 come dono di Alessandro di Chiaromonte al Vescovo di Cassano Ionio. Il centro storico è situato su un pianoro bastionato che si affaccia sul mare e sul centro nuovo ingranditosi a partire dagli inizi del secolo scorso. In una graziosa piazza si erge il Monumento ai Caduti, una stele sormontata da una lanterna opera di Francesco Paonessa, grande artista del ferro battuto, della prima parte del ‘900.

La parte antica è organizzata in vie strette e tortuose, in posizione elevata per difendersi dai continui attacchi dei pirati saraceni che per molti secoli hanno imperversato sulle coste calabresi. Memorabili furono gli attacchi e i saccheggi di Cariati a fine Cinquecento e di Rocca Imperiale nel 1644. Nella parte antica sorge la parrocchiale dedicata a San Nicola di Mira fondata verso il 1000 e sicuramente esistente nel 1324 in quanto ricadeva nella giurisdizione della parrocchiale di Villapiana. Di lì a qualche anno risulta possedere il titolo di arcipretale. Dell’edificio originario conserva la cupola costruita secondo i canoni bizantini a cerchi concentrici, tecnica ripetuta sulla copertura della conca absidale. L’interno a tre navate con decori barocchi racchiude una bella cappella rinascimentale con elegante cupoletta.

Chiesa di San Nicola di Mira – Trebisacce

Tra le opere d’arte che si conservano: il Sangue del Redentore e un polittico su tavola rappresentante la SS. Trinità con i santi Antonio da Padova e Caterina d’Alessandria attribuito al calabrese Pietro Negroni che è da considerarsi il più importante maestro del Manierismo meridionale, i cui dipinti sono conservati in diversi e importanti musei italiani e stranieri come l’Ermitage di San Pietroburgo. Altre opere interessanti sono la statua lignea della Madonna del Piano, il battistero medievale, il dipinto del cinquecento con l’Immacolata e uno settecentesco raffigurante Sant’Anna, la Madonna Bambina e i Santi Pasquale e Antonio da Padova, il busto di san Francesco di Paola.

Nella cittadina sono ancora visibili i resti del convento di San Francesco di Paola, la cui chiesa, oggi in rovina, era dedicata all’Annunciazione della Vergine fu edificata nel 1581 mentre il convento dei Cappuccini, fuori le mura, era dedicato a Sant’Antonio e venne fondato nel 1590. Nel suo interno, che conserva la sua struttura originaria e un bel portale litico con lo stemma dei Pignatelli, è possibile ammirare un sontuoso altare ligneo intarsiato con al centro il consueto ciborio a tempio, sormontato da un prezioso Crocefisso ligneo del ‘700.

di Mario Martino – Presidente Associazione Cammino Mariano del Pollino