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Tragedia Rigopiano, tra le vittime anche il cosentino Tobia Foresta

11 sopravvissuti, 29 morti e nessun disperso. Col recupero degli ultimi due corpi ieri sera, si è concluso il tragico bilancio della strage all’Hotel Rigopiano di Farindola, in Abruzzo, travolto da una valanga lo scorso 18 gennaio.

Nell’elenco dei dispersi, fornito dalla Questura di Pescara poche ore dopo la tragedia, anche i nomi di due coniugi: Tobia Foresta, 60 enne cosentino, e sua moglie Bianca Iudicone, originaria del Salento. Vivevano e lavoravano in Abruzzo da molti anni, e quel pomeriggio, si trovavano in vacanza proprio nell’albergo a 4 stelle.

Ma le ultime speranze per il ritrovamento si sono spente ieri sera poco prima di mezzanotte, quando la Prefettura di Pescara ha dato notizia del recupero dei corpi senza vita di un uomo e di una donna.

Tobia è rimasto intrappolato da una gigantesca valanga (con un fronte di quasi 300 metri), staccatasi da un costone di roccia sul versante pescarese del Gran Sasso, a seguito delle ultime scosse di terremoto che hanno colpito il Centro Italia nei giorni scorsi. Una massa di neve e ghiaccio del peso di 120mila tonnellate, lanciata ad una velocità compresa fra i 50 e i 100 chilometri orari.

Con lui sotto la neve e le macerie, anche la moglie.

Secondo alcuni documenti riportati da Repubblica, è risultato che l’Hotel Rigopiano è stato costruito su “colate e accumuli di detriti preesistenti, compresi quelli da valanghe”. Un fatto che se confermato, potrebbe spiegare l’effetto devastante della slavina sulla struttura.