19
Apr

Tartufo bianco di Calabria, “l’aglio dei ricchi”

Dalle Langhe piemontesi alle colline della Calabria: si chiama tartufo bianco la “star“ dell’offerta enogastronomica calabrese. Non molti lo sanno, ma il tartufo bianco, quello che è ritenuto il “re” dei gustosi tuberi conosciuti e apprezzati sin dall’antichità, cresce in abbondanza anche sui rilievi calabresi. Non solo, ma i tartufi di Calabria hanno davvero poco da invidiare ai più celebrati fratelli subalpini. Oltre al bianco, il sottosuolo della regione ne cela ben otto specie. Apprezzato solo dai rari intenditori che lo conoscevano e custodito come un segreto, di quelli che si tramandano di padre in figlio, dai pochi cercatori che erano al corrente della sua esistenza, il tartufo di Calabria potrebbe vivere adesso una sua fortunata stagione. A rendersi artefice di questa opera di valorizzazione è stato in primis l’agriturismo “La Rosa nel bicchiere“ di Soveria Mannelli gestito dalla famiglia Rubbettino, proprietaria della nota casa editrice.

Il connubio non poteva essere dei migliori. Tra le mura dell’agriturismo, luogo che echeggia di tradizioni e cultura il tartufo ha trovato il suo habitat naturale. E a celebrare questa unione è la raffinata cucina del giovane chef Orazio Lupia che ha saputo coniugare il sapore deciso di quello che nell’Europa del Settecento era conosciuto come “l’aglio dei ricchi”.