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Set

Il sogno dei giovani di Fiuminarso, «svelare il potenziale inespresso del Sud»

Dirsi o sentirsi di un luogo e insieme dell’Italia non è un’operazione semplice e definitiva», scriveva qualche anno fa Vito Teti raccontando di un Sud «maledetto», intrappolato nei suoi stessi stereotipi e con un avvenire già segnato, a meno di una inversione di narrativa. Nel frattempo, per le vie di Milano o tra le aule universitarie, si incrociava la storia di un gruppo di ragazzi «provenienti da tutta Italia, accomunati dalla condizione di migranti, dal Sud al Nord», che condividono il sogno di regalare alle loro terre d’origine proprio quella nuova narrativa volta a «riattivare i luoghi di provenienza, ritrovare i piccoli paesi, dialogare con le comunità locali per estrapolare il valore di terre dimenticate e valorizzare luoghi di interesse storico ed artistico».
E’ la mission del Comitato Fiuminarso composto da Daniela Avanzato, Giulia Mascaro, Lorenzo Emilio De Micco, Benedetta De Falco , Vanessa Romano e Gaetano Mascaro. Tutti under 35 con l’obiettivo di dare una nuova possibilità «a giovani e luoghi abbandonati».

E in Calabria la scelta è ricaduta su un Castello tra la costa ionica e l’entroterra, dove il mare pare baciare i monti della Sila. Lasciandosi alle spalle uno dei tratti meno rassicuranti della Statale 106, è possibile scorgere in lontananza le montagne raggiungibili solo attraverso un fitto groviglio di tornanti e strade interpoderali. In quella zona, incastonato su una collinetta sta il Castello dell’Arso. Un immobile di prestigio artistico del XI sec. d.C situato presso il comune di Mandatoriccio. In disuso ormai da decenni e di proprietà della baronessa Angela Toscano Mandatoriccio, il Castello riprenderà vita già da questa estate grazie alle sinergie del Comitato, l’ausilio dei titolari e la partecipazione degli Enti locali. L’idea era nata già lo scorso gennaio, quando il Comitato aveva individuato nel Castello «quella che avrebbe potuto essere la sede di attività turistiche di supporto, contaminate con la cultura e con il sociale». Come racconta Daniela Avanzato al Corriere della Calabria, in rappresentanza del gruppo, questo progetto «vorrebbe rispondere alle esigenze del territorio, mutuando fortunate esperienze già avviate in altre zone», com’è il caso del “Farm Cultural Park” di Favara che figura oggi tra i diversi sponsor del Comitato. «L’obiettivo di lunga data – aggiunge – è invece quello di creare un “hub” di innovazione a base culturale e creativa, cosa che in Calabria non è ancora presente nonostante le risorse da mettere in gioco siano tante».

di Franesco Donnici (Articolo pubblicato dal Corriere della Calabria)