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Dic

Società partecipate, Oliverio davanti alla Corte dei Conti

Ringrazio la Sezione per il costante impegno e l’attenzione puntuale sullo stato della Regione Calabria. E’ per me motivo di rassicurazione poter contare sull’ausilio attento, competente e animato da passione civile del Presidente Ginestra e degli autorevoli Magistrati che compongono la Sezione. Consentitemi di affermare, fin da subito e con molta chiarezza, che partecipazioni societarie, fondazioni ed enti strumentali costituiscono un punto dolente del sistema regionale, per quanto riguarda sia la funzionalità organizzativa che la sostenibilità economica. Ma consentitemi anche di affermare, con altrettanta chiarezza, che, in un territorio debole come la Calabria, la Regione ha l’onere, e direi anche l’obbligo, di ricercare un difficile e delicato punto di equilibrio tra le ragioni economiche e le ragioni sociali dell’intervento pubblico. E tale punto di equilibrio può ritrovarsi soltanto se e nella misura in cui riusciremo a trasformare in capitale sociale le risorse economiche, chiudendo definitivamente un pozzo altrimenti senza fondo, nel quale tutti rischiamo di essere trascinati. Questo è l’obiettivo politico della mia azione di governo, che richiede tempo, fatica e soprattutto una consapevolezza condivisa sul fatto che le risorse pubbliche non sono illimitate e che possono e devono attivare processi propulsivi, ma che poi questi stessi processi devono essere capaci di autosostenersi secondo una logica di autonoma efficienza economica e di adeguata razionalità produttiva. E’ in questa prospettiva e con questa consapevolezza che ho voluto adottare, fra i primi atti del mio governo, con la deliberazione n. 89 del 31 marzo 2015 della Giunta regionale, il quale il Piano di razionalizzazione delle partecipazioni societarie individuando in quella sede, tra le altre cose, le partecipazioni da dismettere in quanto non indispensabili al perseguimento delle finalità istituzionali. E ciò ho stabilito anche al fine di dare ordine ad una serie di atti in materia che, succedutisi nel tempo e frutto di scelte delle passate Amministrazioni, hanno determinato le conseguenze negative puntualmente rappresentate dalla Relazione oggi in esame. Per essere precisi, le società da dismettere individuate dalla detta deliberazione sono: Locride Sviluppo, Comalca, Consorzio per la Promozione della Cultura e degli Studi Universitari di Crotone, Progetto Magna Graecia e Banca Popolare Etica, i cui risultati negativi di gestione sono state dettagliati oggi, in modo chiaro, dall’analisi della Sezione. Ad oggi, si è proceduto: alla liquidazione del Consorzio per la Promozione della Cultura e degli Studi Universitari di Crotone e di Progetto Magna Graecia (Assemblee del 17 luglio 2015 e del 16 giugno 2015); alla comunicazione del recesso dalla partecipazione detenuta in Comalca nell’Assemblea del 21 maggio 2015. Per ciò che, invece, riguarda Locride Sviluppo Scpa, è stata convocata per il 12 gennaio 2016 l’Assemblea nel corso della quale il socio Regione ratificherà il recesso dalla società. Dal Piano di razionalizzazione sono state escluse le società in liquidazione o in fallimento che in quanto tali sono destinate ad essere cancellate al termine delle relative procedure dal Registro delle Imprese. Rispetto a queste, vorrei ora segnalare due diverse situazioni. La prima riguarda la procedure SIAL: in quanto integralmente partecipata dalla Regione, tale procedura è giunta ormai a conclusione che attende solo di essere formalizzata, e lo sarà entro la fine dell’anno. La seconda riguarda l’aeroporto di Crotone, rispetto al quale, tenendo conto sia delle prescrizioni dell’Autorità nazione sugli scali aeroportuali, sia della rilevanza sociale della questione, la Regione ha ritenuto necessario partecipare alla costituzione di una nuova società con gli enti locali del territorio in grado di assicurare il mantenimento dello scalo e il traghettamento verso una nuova struttura operativa in grado di autosostenersi, anche in considerazione delle reali potenzialità produttive dell’aeroporto medesimo considerato il potenziale bacino di utenza. Una ben più intensa riflessione deve essere avviata per quanto riguarda la Sorical sia per quanto riguarda la presenza di commissari, ormai di troppo lunga durata, e con oneri significativi a carico del bilancio per come attestato dalla Relazione della Corte, sia per quanto riguarda la stessa identità giuridica e funzionale della società, nella prospettiva dell’acqua come bene pubblico. Su questo la Giunta avvierà fin da subito una verifica approfondita, a partire dalle condizioni strutturale della rete, agli assetti contabili e alla stessa governance del sistema idrico integrato, anche in considerazione dell’avvenuto avvio della costituzione dell’Autorità idrica regionale. Per ciò che attiene le altre società, devo però evidenziare che spesso la conclusione delle procedure di liquidazione è legata a fattori esogeni – quali, ad esempio, contenziosi innanzi all’Autorità giudiziaria – che di fatto minano la rapida conclusione delle stesse. A quanto sin qui detto, deve aggiungere che questa Amministrazione sta proceduto in un’opera difficile di riordino anche del comparto delle Fondazioni regionali. Al riguardo, segnalo che, per quanto riguarda la Fondazione dei Calabresi nel Mondo, con la DGR n. 312 del 27 agosto 2015 è stata dichiarata l’estinzione dell’ente e, contestualmente, si è proceduto alla nomina del liquidatore nella persona di un dirigente di ruolo regionale. Per quanto riguarda la Fondazione Calabria Etica, con la DGR n. 280 del 4 agosto 2015 è stata disposta la liquidazione della Fondazione e la nomina del prof. Valerio Donato quale Commissario liquidatore, a motivo della particolare complessità delle vicende che hanno riguardato tale Fondazione. Abbiamo avviato il processo di accorpamento della Fondazione Field con Calabria Lavoro e siamo alle prese con la Fondazione Terina per la quale stiamo ipotizzando una ridefinizione della missione istituzionale anche al fine di mettere al servizio del sistema agroalimentare i laboratori di ricerca, sempre nella prospettiva della autosostenibilità. E’ mia precisa volontà, condivisa dalla Giunta, che alla fase destruens segua però ora anche la fase construens, sulla base di un modello tripartito che vede la Fincalabra ricondotta alla sua funzione originaria, la valorizzazione di Calabria Lavoro e la costruzione di una Agenzia per lo sviluppo e l’innovazione, seguendo le migliori prassi delle altre regioni. Con riferimento agli Enti Strumentali in liquidazione (ARSSA, AFOR e ARDIS), rappresento che, per l’ARSSA, con Deliberazione della Giunta Regionale n. 401 del 13 ottobre 2015, si è provveduto ad approvare il piano finale di liquidazione in questione, definendo nel contempo le attività da svolgere per il completamento delle relative procedure. Sarà Arsac a curare come gestione stralcio la chiusura di Arssa. Per l’AFOR, invece, il Commissario liquidatore ha assunto a febbraio il piano di liquidazione ed il bilancio finale della liquidazione. Il competente Dipartimento Agricoltura ha avviato l’attività istruttoria necessaria che ancora non si è chiusa a motivo delle enormi difficoltà criticità riscontrate. Per tale ragione, la Giunta regionale, nel prendere atto che erano in corso di esecuzione numerosi adempimenti rientranti nella competenza del Commissario liquidatore, ha deliberato di prorogare l’incarico del Commissario liquidatore rimettendo al consiglio regionale uno specifico disegno di legge. Per quanto riguarda l’ARDIS comunico che le procedure sono in fase di ultimazione: il competente Commissario ha depositato, in questi ultimi giorni, il bilancio di liquidazione, che a breve sarà approvato dalla Giunta Regionale. Per quanto riguarda le ATERP, è stato apprpvato ed inviato al Consiglio lo Statuto dell’ATERP unica: passo essenziale per governare e completare il processo di accorpamento. Sappiamo bene che molte cose sono ancora da fare. Ma anche sugli enti strumentali, e in particolare su Arsac e Calabria Verde la Giunta ritiene maturo il tempo per una diversa sistemazione strutturale in grado di mettere a reddito le ingenti risorse che la Regione mette a disposizione del comparto agro-forestale. Ogni euro speso dovrà avere un adeguato moltiplicatore di reddito e di prodotto interno: questa è la regola che orienterà le decisioni della Giunta. I soldi pubblici non sono soldi di nessuno. Sono soldi di tutti. Anche per questo con l.r. 27 aprile 2015, n. 11 abbiamo imposto alle società controllate ed a quelle in house limiti al sostenimento di alcune tipologia di spesa. E nella riorganizzazione, approvata nell’ultima Giunta, abbiamo previsto una specifica struttura dirigenziale per il coordinamento strategico delle azioni e dei flussi informativi relativi a società, fondazioni ed enti strumentali, superando la frammentazione informativa ed operativa che forse è anche all’origine di alcuni dei disastri segnalati dalla Sezione. Conferma questa, che le osservazioni della Sezione di Controllo costituiscono, per me personalmente, e per la mia Giunta, utili spunti di riflessione e di azione. Anche per questo ringrazio ancora la Sezione per la sua attenzione.