01
Ott

Smartwatch salva cuore, un progetto calabrese

I risultati di uno studio dell’Università di Catanzaro, presentati al congresso dell’European society of cardiology 2020, sulla prestigiosa rivista Jama Cardiology, dimostrano che gli smartwatch potrebbero essere utilizzati come Ecg portatili anche per la diagnosi precoce di infarto.

Se fino a oggi lo smartwatch permetteva di fare un’autodiagnosi delle artimie, cioè delle alterazioni del ritmo cardiaco, ora è possibile realizzare un elettrocardiogramma a nove derivazioni anche per la diagnosi precoce di infarto mettendolo sul petto del paziente, con una sensibilità che arriva al 94%. La nuova funzione può però essere per ora utilizzata esclusivamente dal medico o dall’infermiere in condizioni di emergenza, quando non è disponibile un elettrocardiogramma standard ma il paziente ha sintomi di un possibile attacco cardiaco. Se si interviene con l’angioplastica entro 90-120 minuti la mortalità si dimezza, ma è fondamentale una diagnosi tempestiva. A oggi è indispensabile che i dati vengano valutati da uno specialista ma, in futuro potrebbe essere disponibile un software che consenta la diagnosi automaticamente.

Lo smartwatch può essere un salvacuore, non permette solo di scoprire le aritmie cardiache ma può diventare per il medico anche lo strumento d’emergenza per una diagnosi tempestiva di infarto. Togliendolo dal polso e mettendolo in nove posizioni sul torace può riconoscere l’attacco cardiaco con una sensibilità che arriva al 94%. Lo dimostra per la prima volta al mondo una sperimentazione tutta italiana i cui dati, appena pubblicati sulla prestigiosa rivista JAMA Cardiology, sono stati presentati in contemporanea nel corso del congresso dell’European Society of Cardiology 2020 (ESC): stando ai risultati, un ‘orologio intelligente’ potrebbe contribuire a ridurre drasticamente i tempi di diagnosi dell’infarto e quindi migliorare la prognosi dei pazienti, che dipende moltissimo dal tempo che intercorre fra l’inizio dei sintomi e la terapia effettuata con l’angioplastica coronarica.