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Lug

Scultori ed intagliatori, veri artisti della fede

Quella dell’intaglio e della scultura del legno anche in Calabria è una storia antica, basti pensare che le prime opere risalgono all’undicesimo secolo (datazione attribuita ad una coppia di pilastrini in legno della chiesa di Sant’Adriano a San Demetrio Corone) e che nei secoli successivi è possibile rintracciare persino uno stile unitario. D’altro canto in una regione da sempre ricchissima di boschi le attività, anche artistiche, con il legno non potevano non trovare applicazioni concrete.

Il legno calabrese, dunque, venne utilizzato per suppellettili, per le carpenterie, per i cantieri navali ma anche per la realizzazione di oggetti “sacri”: cori, leggii, bassorilievi e portoni lignei; ne sono testimonianze straordinarie, come rilevato dallo storico dell’arte Giorgio Leone, le Chiese dell’Osservanza francescana di Bisignano, Cosenza e Morano Calabro. Anche negli edifici religiosi calabresi è nei secoli XVII e XVIII che l’esplosione dell’arte barocca porta alla realizzazione di opere di particolare pregio, a testimonianza di maestranze artistiche di livello qualitativo elevato, in provincia di Cosenza (Morano Calabro e Rogliano) ma non solo; testimonianze che hanno resistito nonostante la Calabria nel 1783 sia stata letteralmente devastata da un terribile terremoto che ha spazzato via molte di queste opere.

Citiamo solo alcune di queste testimonianze (non volendo essere questo un articolo ne scientifico, ne esaustivo): il soffitto in legno intagliato, dipinto e dorato della Chiesa della Madonna delle Grazie, detta di Camina, a Rogliano, il portone ed il Coro della Chiesa di San Domenico a Cosenza realizzato da intagliatori provenienti da Rogliano, l’armadio da sacrestia proveniente dalla Cattedrale ed attualmente visibile nel Museo di Arte Sacra di Rossano.

Chiesa di San Domenico a Cosenza

L’elenco di opere e manufatti, in provincia di Cosenza e nel resto della Calabria, potrebbe essere davvero lunghissimo e dunque ci fermiamo qui, non prima però un’altra citazione. Siamo a Satriano, in provincia di Catanzaro, qui la famiglia Drosi, Nicola (1817-1901) il figlio Pietro (1847 – 1929) ed il nipote Michelangelo (1876 – 1969) sono noti come i Santari, hanno scolpito statue inviate in tutto il mondo. I Drosi si sono ispirati ai volti di uomini e donne del loro paese, sono loro opere, per citarne alcune, il volto timoroso della madonna degli angeli di Gagliato o la statua dei Santi Medici Cosma e Damiano a Riace. Facendo un passo ancora in avanti ed arrivando alla contemporaneità non è possibile non citare l’eredità custodita dalla città di Rogliano. Nel centro del cosentino, dove ancora operano intagliatori, è possibile ammirare lo splendore delle maestranze roglianesi, un’arte che ha modellato il legno ed anche la pietra. Dal 1997 il Museo di Arte Sacra ospita oggetti, tele, altari, argenti, intagli in prevalenza provenenti dall’ex Convento dei Cappuccini, risalenti al periodo storico compreso tra il XVI ed il XVII secolo ed eseguiti da intagliatori e scalpellini talmente bravi da essere chiamati dal Vanvitelli per la costruzione della Reggia di Caserta.

Il nome forse più noto è quello di Niccolò Ricciulli, le sue opere sono estremamente preziose e “scenograficamente” impressionanti, basti pensare – ad esempio – alla sistemazione esterna della chiesa di S. Maria della Serra di Montalto Uffugo.

S. Maria della Serra di Montalto Uffugo

“Bellissima scenografica facciata settecentesca tripartita, in calcare montaltese, in fastoso stile barocco ispano-partenopeo a fine decorazione, con maestosa scalinata e balaustra
(E. Barillaro, 1972)