29
Ott

Scandalo Anas, la “Dama Nera” punta Fincalabra

Fincalabra nella tela della “Dama Nera” che aveva in mano gli affari dell’Anas. Antonella Accroglianò aveva individuato nella società il luogo giusto per regalare al fratello, dopo la delusione elettorale, un posto sicuro e remunerativo. Il particolare è emerso dall’informativa dell’inchiesta della procura di Roma che ha svelato il gigantesco sistema di corruzione all’interno dell’Anas, per il quale sono finiti in manette tre dirigenti dell’ente che è costata anche i domiciliari all’ex sottosegretario Meduri e all’avvocato catanzarese Eugenio Battaglia (già scarcerato).

Le intenzioni dell’Accroglianò sono state svelate da un’intercettazione telefonica ascoltata e registrata dagli investigatori. Un tentativo, tuttavia, andato a vuoto con l’Accroglianò informata del mancato successo dell’operazione dall’ex sottosegretario Gigi Meduri, cui la donna aveva chiesto aiuto per trovare collocazione al fratello. Il politico comunica alla dirigente che bisognerà aspettare che venga fatto un nuovo bando e la Dama Nera che non si perde d’animo continuerà, in tutti i modi, a cercare una soluzione al problema.

Intanto è tornato in libertà l’avvocato Eugenio Battaglia, del foro di Catanzaro, finito agli arresti domiciliari. La revoca della misura è stata disposta dal gip Giulia Proto dopo l’interrogatorio di garanzia dell’indagato. Il gip ha ritenuto non più sussistenti le esigenze di custodia cautelari dopo le ammissioni di Battaglia circa la consegna, il 12 maggio scorso, di 25mila euro al funzionario Anas Giovanni Parlato per conto dei fratelli Silvagni in relazione all’esproprio di un terreno.

Ha invece respinto l’accusa di corruzione Concetto Bosco, titolare della società Tecnis spa, a sua volta posto ai domiciliari. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, secondo quanto si è appreso, ha precisato di non essere un corruttore, bensì un concusso. In sostanza, Bosco ha rivendicato di essere stato costretto a pagare per lo sblocco di un pagamento. Il gip Proto dovrà ora pronunciarsi sulle istanze di revoca delle misure presentate dalla maggior parte degli arrestati.