06
Ago

Scambio elettorale con la ‘ndrangheta: tre arresti tra Rosarno e San Luca (RC)

Alle prime ore di oggi, i Carabinieri del ROS e i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria – GICO della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, unitamente ai militari dei Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, hanno dato esecuzione a una ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Domenico Arena, Vincenzo Pesce e Francesco Strangio, tutti indagati per concorso in scambio elettorale politico – mafioso.

Il provvedimento, scaturito dalle risultanze di specifici approfondimenti investigativi eseguiti nell’ambito dell’indagine “REALE” – fa seguito ad ulteriore provvedimento restrittivo eseguito il 29 aprile dello scorso anno quando furono arrestati Santi Zappalà, politico, Giuseppe, Sebastiano e Antonio Pelle tutti esponenti della cosca “PELLE Gambazza” operante in San Luca ed in altre parte del territorio nazionale – e Giuseppe Antonio Mesiano Mazzacuva, soggetto di collegamento tra il boss Giuseppe Pelle ed il politico Zappalà.

Dalle indagini era emerso, infatti, che Santi Zappalà – in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria del 28 e 29 marzo 2010 per le quali era candidato nella lista PdL inserita nella coalizione pro Scopelliti – dopo avere stretto un presunto patto corruttivo con esponenti della cosca “PELLE Gambazza” in relazione al quale il candidato, per ottenere a proprio vantaggio un primo consistente pacchetto di voti, aveva promesso al boss Giuseppe Pelle utilità tra cui una “corsia preferenziale” a favore delle imprese di riferimento della cosca nel settore dei lavori pubblici, con un pagamento in denaro di 400 mila euro agli esponenti delle cosche “PELLE Gambazza”, Pesce di Rosarno e Strangio di San Luca la somma, in cambio della promessa di voti.