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Lug

Sant’Ilario dello Jonio, la grotta nascosta e la firma più conosciuta

Ricostruito dopo il devastante terremoto del 1908 Sant’Ilario dello Jonio è un tipico borgo del versante jonico della provincia di Reggio Calabria.
Lo è per fondazione, per storia, per condizione attuale e, soprattutto, per essere un autentico scrigno di inaspettati tesori ambientali e monumentali.
Intanto il nome riferito a Sant’Ilarione Abate, l’eremita interprete autentico dello spirito bizantino che in questi luoghi ha lasciato tracce profondissime.
La fondazione del paese – cosi come lo conosciamo – risale alla fine del 1500 ed è legata alla celebre famiglia Carafa; di questa lunga storia rimane traccia nelle Chiese e nelle tante dimore nobiliari compresi i palazzi gentilizi sorti tra il 1700 ed il 1800. Tra questi ultimi Villa Speziali (sotto).

Non è una citazione a caso perchè legata a questa dimora c’è la firma in assoluto più diffusa in Italia, basta andare indietro con la memoria, ripensare alle banconote usate per decenni e ricordare che accanto alla firma dei Governatori della Banca d’Italia (Ciampi e Fazio) ve n’era sempre un’altra, quella di Fortunato Speziali il Cassiere dello Stato appartenente – appunto – alla famiglia Speziali di Sant’Ilario.

Ma torniamo al borgo affacciato a mo di terrazza sullo Jonio, è un luogo di sicuro e straordinario fascino che conserva, sul suo territorio, un antro nascosto; è una grotta lunga trenta metri circa, suddivisa in più ambienti e con uno strepitoso susseguirsi di stalattiti che compongono il suggestivo quanto nascosto cielo.
L’ambiente ipogeo è scavato ed è simile a tanti altri disseminati lungo la Calabria, a Sant’Ilario la presenza dell’acqua però aggiunge fascino, mistero, meraviglia.

 

Foto in copertina di Angelo Cavallaro