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San Nicola Arcella, la Torre Saracena ed il racconto dei vampiri

San Nicola Arcella è un paese della provincia di Cosenza che deve la sua notorietà ad un luogo straordinario, creato da natura li dove la forza e la maestosità del mare incontra l’imponenza ma anche la fragilità della montagna.
E’ l’Arco Magno, luogo suggestivo, ai piedi del quale si trova una baia racchiusa da un braccio roccioso che le conferisce la forma di un porto naturale.
Poco distante dall’Arco Magno c’è un luogo meno conosciuto ma ricco di storia e di fascino; è una Torre saracena, una delle tante che ancora oggi sembrano presidiare le coste della Calabria e svolgere la loro antica funzione di avvistamento e difesa.
La Torre di San Nicola Arcella unisce alla bellezza ed alla sua storia antica, una storia più recente, affascinante e suggestiva.
Per circa 25 anni è stata infatti luogo prescelto del celebre scrittore e poeta Francis Marion Crawford, figlio dello scultore americano Thomas Crawford e di Louisa Cutler Ward, sorella della poetessa americana Julia Ward Howe.
Uno scrittore prolifico e per molti versi in anticipo sui tempi, scrisse in tutto 45 romanzi e anche numerosi saggi storici e opere teatrali; dai più noti romanzi di Crawford furono tratti film interpretati dai divi della prima metà del secolo scorso: Clark Gable, Lillian Gish, Ronald Coleman.
Ma Crawford fu noto soprattutto per i suoi romanzi del mistero e del terrore.
Lo scrittore dimorò nella Torre saracena di San Nicola Arcella dal 1887 ai primi del ‘900, se ne era innamorato vedendola dal mare, poi vi abitò e la descrisse in un suo racconto “For the Blood is the life”.

“La torre si erge solitaria su questa porzione di roccia ad uncino e non c’è casa che si possa scorgere nel raggio di tre miglia… quando la abito mi accompagno a due marinai uno dei quali è un discreto cuoco e quando sono via la lascio in custodia ad un piccolo essere dalle fattezze simile a quelle di uno gnomo che in passato era un minatore che mi si affezionò molto tempo fa…”

E’ un racconto intenso, anche in questo caso in anticipo sui tempi; la protagonista è una donna sensuale e selvaggia che si trasforma in vampiro.
Dalla Torre attraverso un sentiero si giunge ad una sorgente, opera di Crawford, a ricordarlo una lapide con un esplicito invito: “O marinari che vi dissetate su questo lido ove in passato non si trovava stilla d’acqua, pregate per l’anima di colui che aperse questa fonte”.
Lo scrittore, che conosceva ben 17 lingue fra cui il sanscrito, parlava correntemente il dialetto calabrese ed aveva tratti di singolare originalità, celebre la sua abitudine di far uccidere i maiali sulla spiaggia per poi regalarne la carne alla gente del posto, trattenendone una minima parte.

“Avevamo cenato al tramonto sull’ampia terrazza della vecchia torre, poiché lì faceva più fresco durante il gran caldo dell’estate. Inoltre, una piccola cucina era stata ricavata su un angolo della grande piattaforma quadrata, e ciò era molto più comodo che non andare su e giù coi piatti lungo quei ripidi gradini di pietra sbrecciati in più punti e ovunque logorati dal tempo…” Francis Marion Crawford