10
Nov

San Fantino il Vecchio

Fantino, nasce a Tauriana nel 294. Figlio di schiavi, era il guardiano dei cavalli del romano Balsamio (da qui il soprannome di cavallaro).

La Chiesa di San Fantino

In segreto era cristiano, dedito alla preghiera e amico dei poveri a tal punto che, nel tempo della mietitura, di notte e all’insaputa di Balsamio, conduceva i cavalli nei loro campi, per la trebbiatura del grano. Scoperto non riesce ad evitare l’ira di Balsamio e durante la fuga, invoca l’aiuto di Dio e divide in due il corso di un fiume (Taureana). Balsamio avendo assistito al prodigio gli chiede perdono e si converte. Fantino muore il 24 luglio del 336 a Tauriana e viene seppellito in una cisterna di epoca romana che alimentava un ninfeo di Villa di Balsamio, divenuto in breve tempo luogo di culto cristiano, citato nel 590, in una lettera di papa Gregorio Magno indirizzata al vescovo della diocesi di Tauriana Paolino.

 

 

Scritto dal vescovo Pietro di Taureana in greco, invece, è l’antico testo (Bios) che racconta vita e miracoli di Fantino. E tra i miracoli narrati c’è l’apparizione del Santo e della Vergine su uno scoglio a Pietrenere sempre a Taureana, invocato dall’esercito che si apprestava a respingere un attacco saraceno. Le navi dei saraceni, investite da una tempesta improvvisa, naufragano prima di sbarcare ed i pochi supersisti raccontano della strana apparizione. I miracoli contribuiscono ad accrescere la fama del Santo e accanto alla sua tomba verrà costruita una basilica bizantina, distrutta dal terremoto del 1783 e ricostruita nel 1857 dall’abate Pietro Militano. Gli scavi archeologici del 1952 portano al ritrovamento della cripta, ma bisognerà attendere gli anni ottanta per il recupero dell’edificio e del Santo, venerato anche a Venezia nella chiesetta davanti al teatro de la Fenice, dedicata appunto a San Fantino che da cavallaro diventa cavaliere, per poi passare a scaletèri (pasticciere) protettore dei forni della città.

Complesso di San Fantino