07
Set

Il sambuco e le sue qualità: cura degli occhi, inchiostro e pane aromatico

Quella del sambuco è una specie botanica di origine antichissima. Arbusto o alberello appartenente alla famiglia delle Caprifogliace si sviluppa spontaneamente nelle zone a clima temperato di Europa ed Asia, cresce spontaneo in radure e margini boschivi ed è spesso coltivato per le siepi. Per tradizione popolare al sambuco venivano attribuiti poteri magici, era ritenuto strumento di protezione contro demoni e streghe ed un albero era sempre presente in prossimità di case contadine o monasteri. Sette erano le qualità mediche che gli venivano attribuite in relazione alle sue diverse parti, i fiori depuravano, i  frutti curavano bronchite e raffreddamenti, le foglie lenivano la pelle, la corteccia  riequilibrava l’intestino, il decotto di radici combatteva la gotta, la resina aiutava con le lussazioni, i  germogli alleggerivano le nevralgie.

In pratica era, cosi come veniva definito in alcuni luoghi, una “farmacia degli dei”. Venendo alle indicazioni più propriamente scientifiche attualmente del Sambuco vengono utilizzate le foglie, i fiori e le infiorescenze, i frutti ed i semi. L’infuso di fiori e foglie è usato per il lavaggio degli occhi con congiuntivite, i fiori possono essere consumati fritti in pastella, con i semi si ottiene una farina violacea per la preparazione di paste particolari, con i frutti schiacciati si ottiene un inchiostro per colorare i tessuti. Quanto all’uso alimentare è di particolare rilievo aromatico quanto accade lungo il versante jonico della Calabria tra i comuni di Guardavalle, Badolato, Santa Caterina allo Jonio, qui i fiori sono utilizzati nell’impasto del pane, già buono di per se e reso aromatico dal sambuco. Nelle Serre vibonesi questo pane è noto come “u pani e maju” proprio perché è maggio il mese dove la fioritura del sambuco è intensa e travolgente. Quanto ai nomi del sambuco nei dialetti calabresi ne citiamo solo alcuni che, peraltro, hanno molto a che fare con le qualità riconosciute alla pianta: savucu, maju, diavularu, nchiostrara, persicareda, revulara.