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Lug

Rosmarino, rugiada del mare e pianta dei “Vattienti”

E’ una pianta straordinaria, perchè odorosa, aromatica, curativa e ricca – tanto per cambiare – di miti e leggende. Iniziamo da queste per giungere poi all’attualità ed alla Calabria. Secondo alcuni il nome latino di “Rosmarinus” potrebbe essere l’unione delle parole ros e maris che indicherebbero il colore lilla-indaco dei suoi fiori che ne farebbero appunto la “rugiada del mare” (o rosa del mare). Dicevamo della leggenda, quella più nota riguarda proprio la nascita. A scrivere è Ovidio nelle Metamorfosi, Apollo è innamorato della figlia del re di Babilonia, la principessa Leucotoe, che però è rinchiusa dal padre. Apollo entra nel palazzo per sedurla e ci riesce ma Clizia, ninfa che ama Apollo, avvisa il re che, di conseguenza, fa seppellire viva la principessa. Leucotoe è sepolta ma i raggi del sole raggiungono le sue spoglie che si trasformano dando vita ad una pianta rigogliosa, con un’intensa fragranza e con fiori viola-azzurro, era il rosmarino. L’associazione tra il rosmarino e la morte è forte, resti di questa pianta sono stati rinvenuti nelle tombe dei Faraoni , i romani coltivavano piante di rosmarino sulle tombe dei propri cari, in molte culture il defunto raggiungeva il luogo della sepoltura con un ramo di rosmarino nelle mani. Nell’812 Carlo Magno con un editto obbligò i contadini a coltivarne negli orti una pianta, il profumo del rosmarino si diceva contenesse l’anima della terra stessa.

Venendo ai giorni nostri e mettendo da parte storia e leggenda possiamo dire che questa è comune e spontanea lungo tutte le coste del Mediterraneo e sui pendii asciutti ed assolati della nostra regione. Di fatto è un arbusto con foglie sempreverdi, alto da alcune decine di centimetri fino a due – tre metri; l’uso tradizionale è quello alimentare, antisettico, antidolorifico. Ad essere impiegati sono i rametti giovani che fatti essiccare sono straordinari per aromatizzare arrosti ed altre pietanze. Ma il rosmarino è anche utilizzato per la preparazione di pediluvi o come stimolatore del ciclo mestruale. Una particolarità, tutta calabrese, riguarda l’utilizzo di questa pianta in una delle tradizioni più simboliche forti della regione; il rosmarino insieme all’aceto viene infatti utilizzato a Nocera Terinese per la preparazione della lozione disinfettante che usano i “Vattienti” nella processione che li vede camminare e flagellarsi per le vie del paese durante le festività pasquali.

Il rosmarino, macerato con alcol per 15 giorni e successivamente filtrato, da vita anche ad una efficace lozione per uso esterno conto i dolori.