07
Ott

Riace, Lucano: “sconcertato, ma resto al mio posto”

Mimmo Lucano

Lo scorso anno la rivista Fortune lo inserì tra i 50 uomini più influenti al mondo, l’ennesimo e forse il più prestigioso riconoscimento per una storia amministrativa, quella di Riace, capace negli anni di superare l’ordinario e porsi come esempio su un tema, quello dell’immigrazione e dell’accoglienza, divenuto cruciale e, soprattutto, divisivo.

L’inchiesta, avviata dalla Procura della Repubblica di Locri e che ha portato ad un avviso di garanzia per il primo cittadino di Riace, rischia ora di segnare quello che era divenuto un modello ed allo stesso tempo il simbolo di una Calabria sensibile e sollecita verso il bisogno, solidale nei confronti di chi ha bisogno.

Le ipotesi di reato sono particolarmente gravi: abuso d’ufficio, concussione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche in relazione alla gestione del sistema di accoglienza.

Alla base dell’inchiesta ci sarebbe la relazione degli ispettori nominati dal Prefetto di Reggio Calabria per la verifica della gestione delle strutture di accoglienza di Riace. L’ispezione ha riguardato 150 posti aggiuntivi gestisti da sei associazioni ma ci sarebbero anche alcuni esposti.

E se nelle scorse settimane Lucano si era detto «sfiduciato e indignato con lo Stato» dopo la decisione del ministero dell’Interno e della Prefettura di Reggio Calabria di sospendere l’erogazione dei fondi per presunte irregolarità, dopo l’avviso di garanzia si dichiara sconcertato assicura di avere la coscienza a posto e garantisce di non voler fare alcun passo indietro.