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Mag

Reggio Calabria, sangue e proiettili: torna la paura

tabaccaio ucciso catona

Una città piegata, nelle ultime settimane, da inchieste ed episodi criminali: Reggio Calabria si sveglia e si addormenta con il suono assordante delle esplosioni e dei colpi mortali assestati da killer spietati.

L’ultima vittima in ordine di tempo è il tabaccaio Bruno Ielo, 66enne di Catona. Giovedì sera un sicario a bordo di uno scooter gli ha sparato contro due proiettili calibro 7,65. Il bossolo che lo ha raggiunto al volto non gli ha dato scampo. La Squadra mobile indaga sull’accaduto, i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona sono stati passati al setaccio. Al momento, gli investigatori escludono la pista della rapina. Il tabaccaio – quando è stato ritrovato a terra privo di vita – aveva in tasca 7mila euro, che nessuno ha portato via.

Ed allora è lecito pensare ad un regolamento di conti? Ad un’esecuzione decisa dalla criminalità organizzata? Risposte certe nessuna, i reggini hanno solo tanta paura. Si perché solo un mese fa, sempre a Catona, si è verificato un altro omicidio, costato la vita al 34enne Tarik Kacha, marocchino nato e cresciuto nella periferia nord della città dello Stretto.

Quella in atto a Reggio è una guerra scatenata da un vuoto di potere, con i criminali che mostrano i muscoli imbracciando fucili e impugnando pistole. Reggio Calabria è piena di armi, tante quelle rinvenute nelle ultime settimane dalle forze dell’ordine. Un vero e proprio arsenale che fa pensare a clan pronti ad una nuova e sanguinosa faida per il controllo del territorio e dei principali business illeciti.

E intanto gli arresti continuano, oggi in manette è finito Giuseppe Giampaolo, considerato boss di una ‘ndrina della locride. Giampaolo, 80 anni, era destinatario di un ordine di carcerazione emesso a seguito di una condanna a 9 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso inflitta nell’ambito del processo scaturito dall’operazione denominata ”Crimine”.