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Giu

Rapporto Dna, ‘ndrangheta presente in tutti i settori

Molte indagini hanno rivelato come la ‘ndrangheta sia presente in tutti i settori nevralgici della politica, dell’amministrazione pubblica e dell’economia, creando le condizioni per un arricchimento, non più solo attraverso le tradizionali attività illecite del traffico internazionale di stupefacenti e delle estorsioni, ma anche intercettando, attraverso prestanome o imprenditori di riferimento, importanti flussi economici pubblici ad ogni livello, comunale, regionale, statale ed europeo.

E’ quanto emerge dalla Relazione annuale della Dna presentata dal procuratore Antimafia e Antiterrorismo Franco Roberti e la presidente dell’Antimafia Rosy Bindi.

CROTONE – Per quanto riguarda il crotonese, “le dichiarazioni dei collaboratori più recenti e, soprattutto, le attività di intercettazione effettuate durante le indagini relative alla cosca Grande Aracri presuppongono la sussistenza di un organismo sovraordinato, in grado di svolgere una sorta di coordinamento fra le famiglie di ‘ndrangheta più importanti, sovrintendendo alla gestione degli affari dislocati in ambiti territoriali che esorbitano le ‘competenze’ delle singole cosche”.

Nicolino_Grande_Aracri

E’ il caso di Cutro, con a capo i fratelli Grande Aracri, Nicolino ed Ernesto, e di cui fanno parte “gran parte degli esponenti apicali delle locali del territorio crotonese, in particolare quelle di Isola Capo Rizzuto, Belvedere Spinello, Petilia Policastro e San Leonardo di Cutro” e che aveva al proprio servizio anche importanti professionisti. Come – sottolinea la Dna – l’avvocato Giovanni Stranieri del foro di Roma, che “si è occupato, peraltro senza formale mandato difensivo, di importanti vicissitudini giudiziarie di appartenenti alla cosca, avvicinando soggetti gravitanti in ambienti giudiziari della Corte di Cassazione, svolgendo, al contempo, funzione di tramite tra associati e lo stesso capo cosca detenuto”. Un uomo funzionale al clan Grande Aracri, come alla ‘provincia’ del locale di Cutro, organismo in grado di dirimere i contrasti e organizzare affari che vanno ben oltre la Calabria.

“La vera caratteristica di tale sodalizio è la sua radicata presenza in Emilia, nel bresciano, nel basso veneto ed  a Torino, in Piemonte, dove è riuscita ad assumere il controllo di svariate attività economiche, soprattutto nei settori dell’edilizia e dei trasporti”.

REGGIO CALABRIA –  Esiste una direzione strategica della ‘ndrangheta , una struttura riservata di comando, come la definisce la Dna, diversa e superiore rispetto a quelle fino ad oggi conosciute, la cui esistenza è stata, peraltro, scientemente tenuta nascosta a gran parte degli affiliati, anche di rango elevato.

“La Santa – questo il nome del nuovo organismo scoperto dalla Dda di Reggio Calabria – è costituita per delineare le scelte strategiche dell’agire della ndrangheta e questo si concretizza nell’individuazione, dei settori economici in cui investire, dei rami della pubblica amministrazione in cui avere stabili punti di riferimento, dei territori su cui far realizzare opere pubbliche e, conseguentemente, dei comuni che avrebbero formalmente gestito di relativi appalti e, soprattutto, dei soggetti su cui convogliare i pacchetti di voti in occasione delle varie competizioni elettorali“.

Secondo la relazione, merita attenzione la figura di Paolo Romeo, ritenuto vero e proprio motore dell’associazione segreta emersa nel procedimento “Fata Morgana” e delineatasi con le indagini “Reghion” e “Mammasantissima”, in grado di condizionare l’agire delle istituzioni locali. Un soggetto, Romeo, spiega la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, che “avrebbe antichi e ben solidi rapporti con la destra estrema ed eversiva che negli anni 70 si occupò di favorire la latitanza di Franco Freda, imputato a Catanzaro nel processo per la strage di piazza Fontana”.

“All’interno di questa cabina di regia criminale e’ stato gestito il potere, quello vero, quello reale, quello che decide chi, in un certo contesto territoriale, diventerà sindaco, consigliere o assessore comunale, consigliere o assessore regionale e addirittura parlamentare nazionale od europeo”.

AMERICA –  “L’infiltrazione criminale della ‘ndrangheta nei paesi del Nord America (Canada e Stati Uniti) appare oramai compiuta”.  “In quei Paesi – prosegue la relazione – la cosche si sono profondamente radicate, hanno assunto posizioni di rilevo nella gestione degli affari criminali e si propongono, con sempre maggiore autorevolezza, quali interlocutori delle organizzazioni dedite al crimine transnazionale”. “Hanno instaurato negli Stati Uniti e in Canada consolidati rapporti imprenditoriali e commerciali, sfociati nella costituzione di strutture funzionali a gestire importanti flussi di sostanza stupefacente, proveniente dal Centro e Sud America”.

GRANDI OPERE –  Sul fronte economico, un dato desta “particolare preoccupazione”: l’attivismo dei vari sodalizi di ndrangheta “nel tentativo di inserirsi nei procedimenti aventi ad oggetto la realizzazione delle ‘grandi opere’, tra cui, in passato, i lavori legati ad Expo 2015, ed oggi la Tav, nella tratta Torino-Lione e la capacità dimostrata, di fare dei più importanti scali portuali del nord – Genova, Savona, Venezia, Trieste, Livorno – punti di sbarco dei grossi quantitativi di sostanza stupefacente importata dal sud-America, in aggiunta a quello di Gioia Tauro, interessato, negli ultimi, anni, da molteplici operazioni di polizia che hanno portato all’arresto di dipendenti, anche a livello apicale, delle varie società operanti all’interno dello scalo.

“Si tratta di infrastrutture che per natura sono naturale crocevia fra l’imprenditoria e la politica e su cui i clan mettono le mani inquinando entrambi i settori”.