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Apr

Tutto pronto per “Gioacchino da Fiore profeta della globalizzazione – parte seconda”

Giovedì 29 Aprile alle ore 18, verrà presentato al pubblico il documentario dal titolo “Gioacchino da Fiore profeta della globalizzazione – parte seconda” prodotto dalla Ass. cult. SM.ART.

L’incontro coordinato on line dalla giornalista Donata Marrazzo sarà in onda su Fb dalla pagina “Dialoghi Mediterranei”. Ne parleranno con l’autrice Adriana Toman e col protagonista Marco Silani, Riccardo Succurro, presidente del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, il prof Felice Izzi che cura le camminate gioachimite e due studenti delle superiori di san Giovanni in Fiore. Il parterre è un perfetto mix tra scienza e pop, quello a cui si rivolge il prodotto multimediale, concepito per divulgare nel modo più semplice e ampio possibile il pensiero dell’abate florense.
Testi e regia dell’opera sono di Adriana Toman mentre il personaggio di Gioacchino da Fiore è affidato a Marco Silani che con l’autrice lavora da anni, per diffondere la conoscenza del messaggio gioachimita. Come già il primo documentario, anche questo secondo è incentrato sulle testimonianze di studiosi di caratura internazionale come Constant J. Mews, della Monash Univerity di Melbourne, Marco Rainini, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Nicole Beriou, membro dell’Institut di Francia, Riccardo Succurro, Presidente del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, Salvatore Oliverio, già Presidente dello stesso Centro Studi, Cosimo Damiano Fonseca, membro dell’Accademia dei Lincei, Frances Andrews, della Univeristy of St. Andrews di Scozia e Guy Lobrichon dell’Università di Avignone.
Gli interventi seppur provenienti da accademici risultano estremamente semplici, con il comune denominatore in un entusiasmo di base; lo stesso che ha accompagnato il pensiero dell’abate dal 1100 ai giorni nostri, ispirando movimenti religiosi, artisti, letterati, ricercatori ed esploratori, tanto da far affermare al Prof. Rainini che “Il concetto stesso di progresso deve molto a Gioacchino da Fiore”. Dalla Calabria, dunque, una fucina di pensiero che non si è mai fermata; anche se sottotraccia, ha continuato a produrre un pensiero costruttivo che vuole prevalere sugli stereotipi negativi che si ostinano a voler segnare questa terra.

«Una forza propulsiva dinamica»

Nel perseguire tale obiettivo la regista Adriana Toman, che è anche autrice dei testi, ha inserito la figura di Gioacchino, interpretato da Marco Silani, a cui ha affidato la parte più poetica del racconto. «Il documentario ha l’obiettivo di far comprendere che qui c’è una forza propulsiva e dinamica, radicata in una matrice filosofica; è anche grazie a documentari come questo che viene decodificata per essere accessibile, alla portata di tutti – dichiara Adriana Toman – parte dei testi è tratta dalla “Trilogia Gioachimita”, in cui mi sono ritrovata a tessere una trama di poesia sul pensiero gioachimita. Gioacchino da Fiore è portatore di una formula concettuale propedeutica ad una politica capace di ricreare armonia, tesa a rendere l’umanità dinamica, fautrice della propria realtà, in cui vivere al meglio. Oggi che la Calabria come l’intera umanità è a un drammatico bivio, ha un estremo bisogno di ritrovare la sostanza del pensiero gioachimita per affrontare il presente, avendo chiaro dove andare. Credo che l’arte sia tale quando scaturisce dal pensiero e lo rigenera». Le location, individuate dalla produzione esecutiva Ciakalabria, in cui si muove Marco Silani nei panni dell’abate, sono state allestite a set durante gli inverni, tra il 2019 e il 2021 in luoghi di grande rilievo storico e paesaggistico, dall’abazia florense di San Giovanni in Fiore, al Parco Nazionale della Sila, sino al suggestivo centro storico della Motta di Domanico, innevato. Un borgo calabrese intatto e poco conosciuto che meriterebbe di essere valorizzato.