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Processo “Zarina” a Bologna: cinque condanne. Furono sequestrati in Calabria beni per 13 milioni di euro

L’esito dell’udienza preliminare a Bologna in merito all’inchiesta “Zarina” dei carabinieri di Reggio Emilia, che ad aprile portò all’arresto di 13 persone, è di condanne fino a cinque anni e due mesi per chi ha scelto il rito abbreviato e per chi, invece, ha scelto il dibattimento. I condannati devono rispondere, a vario titolo, di reimpiego di denaro di provenienza illecita e intestazione fittizia di beni, reati aggravati dall’agevolazione dell’associazione mafiosa. Il gup Rita Chierici ha condannato: Anna La Face e Salvatore Mungo a due anni, Vito Muto a cinque anni e due mesi, Diego Tarantino a quattro anni (ai domiciliari), e Federico Periti a quattro anni, cinque mesi e dieci giorni: quest’ultimo si trova già in carcere. Denaro e beni riciclati, sono riconducibili in larga parte a Michele Pugliese, 39 anni, considerato punto di riferimento dell’organizzazione e uomo di spicco delle cosche Arena e Nicoscia di Isola Capo Rizzuto. Fu di circa 13 milioni il valore dei beni sequestrati tra aziende, alberghi in Calabria, trattori, rimorchi e conti bancari.