08
Feb

Il prezioso Anice Nero, ricchezza calabrese

E’ una pianta selvatica con una lunga storia e riserva incredibili sorprese.
E’ l’anice nero che cresce spontaneamente in Calabria principalmente sulle pendici della Sila fino ad un’altezza di circa 1000 metri; l’anice ha origine orientali ed è una pianta tra le più usate in campo liquoristico, ma non solo.
Il suo punto di forza assieme all’aroma è quello di avere un profilo digestivo, diuretico, carminativo e sedativo.
Produce gli acheni (frutto secco) tra luglio ed agosto, individuarla non è semplice soprattutto considerando le caratteristiche dei terreni dove cresce; questa difficoltà rende l’anice nero un
prodotto ricercatissimo e costoso, gli acheni possono raggiungere infatti un costo di 200 euro al chilo.
L’anice nero della Sila di fatto è una varietà del ben più diffuso anice comune, il suo nome deriverebbe dall’arabo anysum, dal greco anison poi diventato in latino anisum, ed è da sempre
utilizzato come digestivo, diuretico, antinfiammatorio e antidolorifico, antispasmodico, antisettico ed espettorante.
Quattromila anni fa in Egitto era un farmaco, i Romani invece ne avevano scoperto le qualità alimentari impiegandolo per la realizzazione di dolci, nel bacino del Mediterraneo diversi popoli lo
hanno da sempre impiegato per preparare bevande alcoliche.
Il liquore all’anice (comune) è spessissimo un “correttore” per il caffè.
I preziosi semi dell’anice occupano un’importanza notevole nella tradizione gastronomica calabrese e sono elemento finale, visibile e aromatico che rende inconfondibili dolci e biscotti.