10
Feb

Il Platano gigante, le radici della Calabria e la competizione europea

Lo scorso anno il risultato aveva sorpreso solo chi, nel corso della sua vita o dei suoi viaggi, non ha mai avuto occasione di raggiungerlo e di vederlo.
O di contemplarlo perché questa, forse, è l’espressione più appropriata per un albero che ha sfidato i secoli, si erge maestoso, è contrafforte naturale di un percorso che salendo porta ad un monumento in parte diruto, in parte in piedi ma tutto attraversato dalla devozione bizantina e dalla fede latina.
E’ il Platanus orientalis di Curinga che giganteggia nel bel mezzo di un bosco di conifere, è alimentato da un piccolo corso d’acqua, invita tutti ad una dimensione che dovrebbe appartenerci e cioè tendere verso l’alto ma con i piedi e con le radici ben piantate a terra.
Nel 2020 questo albero, inserito tra quelli monumentali della Calabria, ha vinto la competizione nazionale on line organizzata dalla Giant Trees Foundation, in questo inizio d’anno rappresenta l’Italia nella celebre Tree of The Year a livello europeo.
Gli alberi in concorso sono 14 ed appartengono a diversi paesi europei, c’è – ad esempio – un Gelso di 450 anni che si trova nella regione di Shumen in Bulgaria, un ungherese Albero di Giuda, un Tiglio dei Paesi Bassi, una quercia della Slovacchia, un sicomoro orientale in Russia, L’Albero dei Sopravvissuti a Moffat in Scozia, un Leccio spagnolo ed infine un Tiglio in Polonia che condivide con il Platano curinghese la vicinanza ad un Santuario ed il primo posto parziale nei voti on line.

Si può votare l’albero prescelto dal 1 al 28 febbraio a questo indirizzo; la preferenza va espressa a beneficio di due alberi ed i comitati sorti spontaneamente in sostegno del Platano che rappresenta l’Italia danno come indicazione quella di associare al voto per il Platano la preferenza per l’albero con meno voti.
Il voto va confermato attraverso mail e nel corso dell’ultima settimana (dal 22 al 28 febbraio) la votazione sarà segreta.
I risultati del concorso saranno pubblicati con una cerimonia, il vincitore sarà premiato il 17 marzo 2021.

Per la Calabria, e per il territorio di Curinga dove assieme al Platano è possibile scoprire il Monastero di S. Elia (leggi) e le stupefacenti Terme Romane, è un’occasione straordinaria di visibilità europea; cosi come raccontato dallo scrittore locale, Franco Fruci, in un suggestivo romanzo storico il Platano fu piantato 1000 anni fa da un monaco armeno, uno di quelli che nel bel mezzo della Calabria Bizantina dimorava nel Monastero, affidato qualche secolo dopo alle cure dei monaci carmelitani.

Un’occasione per mettere in evidenza l’immenso patrimonio ambientale e forestale della Calabria ed il profilo di una regione che si è sempre situata tra le pieghe della grande storia, come quella che ha visto la nostra regione essere impregnata dello spirito di Bisanzio e poi occupata da quei Normanni che – su mandato del Papa – la riportarono nell’alveo dell’Occidente latino.
Il Platano di Curinga è simbolo di questa storia, Orientalis di nascita e costituzione ha resistito a tutto.
Alle fedi ed alle genti, al clima e all’abbandono, al fuoco ed alla modernità.