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Giu

Plastica e rifiuti in mare, nasce “Plastic Radar” di Greenpeace

Plastic Radar Greenpeace

Chilometri di spiagge da tutelare, da nord a Sud del nostro Paese, da quella che può essere definita una vera e propria invasione dei rifiuti plastici. E i numeri, quelli diffusi dalle tante associazioni ambientaliste, sono lì a certificarlo in modo inequivocabile.

Una situazione che nel corso degli ultimi anni ha assunto sempre più i contorni di una vera e propria emergenza e che, evidentemente, riguarda anche costa tirrenica e jonica della Calabria. Tante le iniziative messe in campo, pochi i riscontri positivi al netto di casi isolati e virtuosi e dell’impegno di gruppi e associazioni.

Ma, da quest’anno, c’è una novità messa in campo da Greenpeace, pronta a dire addio alla plastica. La nota organizzazione impegnata nella tutela dell’ambiente e dei mari ha lanciato il servizio “Plastic Radar”, un’idea innovativa e che permette di segnalare la presenza di rifiuti in plastica sulle spiagge, fondali o che galleggiano nei nostri mari.

È possibile partecipare all’iniziativa “Plastic Radar” utilizzando la più comune applicazione di messaggistica istantanea, Whatsapp, inviando le segnalazioni al numero di Greenpeace (342.3711267).

Per inviare la segnalazione, infatti, basta scattare una foto del rifiuto e, se possibile, fare in modo che sia riconoscibile il marchio e il tipo di plastica di cui è costituito. Insieme alla fotografia vanno inviate anche le coordinate geografiche del luogo e – su invito di Greenpeace – già che ci siamo il rifiuto va raccolto e gettato in modo corretto.

Per conoscere meglio i dati è possibile in ogni caso consultare il sito di Greenpeace tramite cui è possibile anche scoprire quali sono le tipologie di imballaggi più comuni che si trovano nei mari che bagnano la Calabria e i dati sono già sconfortanti: sono, al momento, 431 le segnalazioni arrivate dalla costa jonica calabrese, 91 da quella tirrenica.

“Plastic Radar” di Greenpeace accende i riflettori sull’inquinamento e sulla necessità di ridurre drasticamente l’uso della plastica, coltivando il legame tra uomo e ambiente, attraverso il rispetto dei mari e della loro sopravvivenza.