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Lug

“Picitti Stories”, la ricerca che racconta Acri (VIDEO)

Come viviamo il tempo presente? Una domanda a cui è difficile rispondere. Ci ha provato l’associazione “Conimieiocchi” che per diversi mesi, ha studiato Acri, paese montano delle provincia di Cosenza, il suo territorio, i suoi abitanti. Il progetto, prende il nome di “Picitti Stories – Tempo Presente” e si ispira al quartiere più antico della città di Acri, oggi abbandonato e diroccato. L’associazione ha lavorato in partenariato con la Città di Acri, il comitato Pro Centro Storico, la Fondazione Padula, l’associazione LiberAccoglienza, la Fidapa, Legambiente Acri.
La sintesi di questa ricerca è stata rappresentata in uno spettacolo teatrale itinerante che ha coinvolto anche la comunità acrese.

Il rito finale si è rivelato una sequenza complessa di atti simbolici – attraverso lo storytelling, la videoart e il soundscapes – rappresentazione dell’elaborato rapporto tra la vita sociale e la sua figurazione culturale; una performance trasformativa che ha rivelato importanti classificazioni, categorie e contraddizioni dei processi culturali. Una sfida scenica che ha spinto il collettivo artistico a mettere a nudo la quotidianità delle aree interne della Calabria, nell’epoca postmoderna.

Il percorso itinerante è stato suddiviso in 3 momenti – Tempo presente, Immaginazione/Trasformazione, La fiaba – anticipati da un’anticamera che ha accolto il pubblico con l’installazione di un tavolo su cui erano adagiati diversi oggetti recuperati dalle case abbandonate de “I Picitti”. Una scarpetta, bicchieri rotti, pentole arrugginite, pietre e frammenti di tegole, un cuscino lacerato e le parole narranti “un tempo giusto per riparare” i pezzi di cui siamo fatti.

Il momento del “Tempo Presente” è stato creato da più forme espressive: dalle azioni degli attori, alla videoart, al soundscapes. Una rappresentazione delle forme di catalogazione della realtà, non più affidata solo alla memoria personale, ma al digitale e al social, in cui l’alienazione, l’ossessione, le paure, tengono imprigionato l’uomo del presente nella sua zona di comfort. Un luogo che pullula di oggetti-trappola. Telefonini, televisori, tapis roulant sembrano fare compagnia all’uomo del presente. Solo e immerso nel buio. A mettere in scena questa parte della performance l’associazione T.A.M.M., partner del progetto.