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Nov

Pentedattilo, il borgo fantasma – VIDEO

Era la notte di Pasqua del 16 Aprile 1686 quando il barone Bernardino Abenavoli, ex feudatario del borgo, riuscì ad entrare con i suoi uomini armati nel castello degli Alberti, marchesi di Pentedattilo, compiendo una strage ed uccidendo anche il più piccolo della famiglia, un bambino di appena 9 anni; Risparmiarono Antonietta Alberti, colpevole di non aver mantenuto la promessa d’amore nei confronti del barone, avendo acconsentito poi al fidanzamento con Don Petrillo Cortez, figlio del consigliere del Viceré di Napoli; Bernardino la rapì e la sposò forzatamente, fin quando la notizia del massacro giunse al Viceré, che ordinò una spedizione militare attaccando gli Abenavoli e decapitando gli esecutori della  strage, le cui teste furono appese ai merli del castello di Pentedattilo; Ma il barone riuscì a fuggire altrove insieme ad Antonietta, che venne fatta rinchiudere in un convento. La gente narra che ancora oggi, nelle fredde notti in cui il vento soffia forte tra le irte rocce del Monte Calvario, a forma di mano verso il cielo, si sentono le urla ed i lamenti delle vittime di quell’assassinio.

Questa è la storia tragica di un borgo, frazione di Melito di Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria, abbandonato definitivamente dai suoi abitanti nel 1971, in seguito alle varie calamità naturali che lo martoriarono.

Ma la voglia di vita oggi a Pentedattilo non manca, grazie ad alcuni artigiani locali che gestiscono piccole botteghe e punti ristoro. Inoltre, proprio tra le cinque dita della ciclopica mano, si svolge ogni anno il Pentedattilo Film Festival , l’internazionale manifestazione dedicata al cortometraggio!

*Articolo e video a cura di Calabrisea