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Giu

Panettieri: pane, santi e briganti (VIDEO)

PANETTIERI Sorprende già al primo sguardo per il suo aspetto di autentico paesino montano che rileva per intero il fascino di una natura selvaggia e incontaminata. E poi, sui monti della Sila piccola che lo circonda nacque e si consolidò un’autentica leggenda, quella del brigante Giosafatte Talarico.

Camminando tra i vicoli di Panettieri, a dicembre, le sensazioni sono molteplici e si coglie per intero quanto vera sia l’affermazione dell’antropologo Vito Teti che individua nella Calabria la “terra dei paesi”, luoghi nei quali si coglie una nostalgia che non coincide affatto con la rassegnazione ma «è pasolinianamente critica del presente ed è, secondo la migliore tradizione culturale calabrese, utopia, sogno di altrove e di nuova vita». E proprio in quest’ottica di utopia e nuova vita nel Presepe di Panettieri tutto è curato nei minimi dettagli, dalla riproposizione degli antichi mestieri fino ai personaggi della Betlemme Gesù, non c’è nulla fuori posto e tutto sembra essere nella dimensione corretta. Quello nel Presepe Vivente è, insomma, un viaggio di scoperta, un cammino dello spirito, un silenzio che parla della fede. Una dimensione, quella del Presepe, espressa mirabilmente da David Maria Turoldo «… eri tu il mistero, la radiosa notte che racchiudeva il giorno, che avrebbe rivestito di carne la luce e dato un nome al silenzio».