08
Apr

Il Palio e lo spirito medievale della “principesca” Bisignano

Rientra nel novero di quelle manifestazioni che guardano alla storia nel tentativo non solo di riprodurre fedelmente un fatto, una circostanza o una leggenda ma anche per promuovere il recupero della memoria e dell’identità. E’ il Palio del Principe di Bisignano, un tradizionale corteo in costumi cinquecenteschi che si svolge per le vie cittadine la terza domenica di Giugno.
La nobiltà celebrata è quella di una delle più importanti e storicamente rilevanti famiglie che “regnò” in Calabria, si tratta dei San Severino che scelsero Bisignano come residenza e dunque sede del Principato. Ma veniamo al motivo della celebrazione in costume.
Il Principe Don Giuseppe Leopoldo, figlio di Carlo Maria Sanseverino, il 7 Aprile 1704, accompagnato dalla consorte, la principessa Stefania Pignatelli, faceva il suo solenne ingresso nella sede del Principato. I festeggiamenti furono solenni e l’incontro fra il Principe e i cittadini di Bisignano avvenne presso il “ponte e porta della città del quartiere detto Piano.
Ricevute le chiavi della città su un vassoio d’argento il Principe diede ordine che si aprisse la porta, accompagnato dalla principessa raggiunse in corteo la Cattedrale dove giurò per poi raggiungere il Palazzo nel quartiere Zaccaria.
La vicenda storica è fedelmente riprodotta con un corteo storico che richiama visitatori da ogni parte della regione.

Il Palio, tradizione delle corti italiane sin dal 1400, viene ripetuto ancora oggi a Bisignano.

La “Giostra o Corsa del Palio” si disputa l’ultima domenica di Giugno nello stadio comunale, ogni rione elegge un proprio Capitano ed un proprio Cavaliere.
I Cavalieri degli otto rioni partecipanti, in lizza fra loro per contendersi il Palio, scendono in campo due per volta e, dopo il via, percorrono un percorso a forma di “L” , infilando con la propria lancia anelli di varie dimensioni, fissati ad otto torri, ai quali è attribuito, per regolamento, un determinato punteggio.
Alla fine del percorso obbligato i cavalieri devono colpite lo scudo del Saracino.
Le varie sfide fra Rioni avvengono secondo il criterio dell’eliminazione diretta a doppio turno e si svolgono alternativamente sul Campo del sole e sul Campo del muro.