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Giu

Oro, fili e costumi: fino ad agosto alla scoperta dello scrigno arbëreshe

La Calabria è riuscita a conservare – attraverso un singolare percorso – uno scrigno di memoria, identità, cultura, riti e tradizioni che rammenta a tutti di come a queste latitudini per molti secoli l’orizzonte era quello d’Oriente.
Lo scrigno è custodito attentamente dagli albanesi, quella popolazione arbëreshe che – da secoli e dopo la latinizzazione della regione ad opera dei Normanni – è in grado di essere, a voler usare un ossimoro un “Occidente orientale” (leggi).
Non è stato un percorso facile quello degli albanesi di Calabria ma ci sono riusciti, ancora oggi nella lingua, nelle musiche (leggi qui) nelle occasioni familiari (quì), nei riti religiosi e liturgici (e quì); la comunità arbëreshe, insediata in una significativa parte della provincia di Cosenza, mantiene e tutela con forza la propria identità.
Uno degli elementi specifici di questo percorso di tutela è rappresentato dalla volontà di continuare a valorizzare e promuovere il costume e con esso il complessivo heritage arbëreshë, ritenuto tra i marcatori identitari e distintivi dell’intera regione.
Trentasette sono ormai le edizioni della Rassegna del Costume e della Cultura Arbëreshe promossa dall’Amministrazione Comunale di Vaccarizzo Albanese e co-finanziata dalla Regione Calabria che, dopo la pausa obbligata per l’emergenza Covid, si rinnova nei contenuti e nella mission con una serie di iniziative in programma fino ad agosto 2021; gli obiettivi sono di valore: tramandare ed affidare alle nuove generazioni il patrimonio di conoscenze e valori e far accrescere il senso di appartenenza alla comunità; migliorare l’appeal di un territorio con le sue forti ambizioni da destinazione turistica eco-sostenibile 365 giorni all’anno; valorizzare i talenti locali ed incentivare l’economia.
Per approfondire e conoscere le iniziative in programma guarda quì: