19
Nov

Operazione “Sansone 2”: 16 arresti, colpita nuovamente la cosca Condello (FOTO)

Dalle prime ore di stamane, i carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria stanno eseguendo un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di 16 affiliati alla cosca dei Condello-Imerti di Reggio Calabria. (GUARDA IL VIDEO)

L’operazione è strettamente connessa all’indagine che tre giorni fa ha portato all’arresto di altri 26 fiancheggiatori del latitante Domenico Condello, assicurato alla giustizia nel 2012 dopo oltre 20 anni di incessanti ricerche. (LEGGI LA NOTIZIA)

Gli arrestati di oggi sono anche responsabili di una rilevante pressione estorsiva della ‘ndrangheta nell’area metropolitana del capoluogo reggino.

I DETTAGLI:

L’esecuzione dell’ordinanza cautelare, che ha permessi di completare la parte operativa dell’operazione Sansone che ha permesso di colpire tutti gli indagati coinvolti nelle vicende ricostruite dalle indagini svolte dai Carabinieri. Se da un lato la rete associativa e dei favoreggiatori è stata indebolita attraverso una serie di interventi (vari sequestri preventive ed operazioni Reggio Nord e Lancio) le investigazioni hanno raggiunto il punto di svolta quando è stato individuato, nella persona di Andrea Carmelo Vazzana, subentrato a Bruno Antonino Tegano nel frattempo arrestato, il soggetto cerniera che aveva contatti sia col latitante che con gli elementi dell’associazione. Il monitoraggio di Vazzana – oltre a consentire l’individuazione di un altro soggetto di interesse, Roberto Megale, che in più circostanze aveva effettuato degli spostamenti dal carattere evidentemente clandestino – aveva permesso di spostare l’attenzione sull’abitato di Salice di Rosalì (RC).

L’intensificazione dei servizi a carico dei soggetti e dell’area indicati ha permesso di monitorare completamente l’ulteriore movimento clandestino dei due, quando la sera del 10.10.2012, avevano prelevato il latitante dal covo in Salice di Rosalì. In quella circostanza i militari hanno prontamente bloccato la vettura con a bordo il latitante e poi arrestato insieme all’autista. Sotto il profilo associativo le indagini condotte dal ROS sul conto dello schieramento Condello – che ha influenza anche nella zona di Villa San Giovanni (RC) per via dei collegamenti con i Buda-Imerti – si sono intersecate con quelle svolte dal Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria ma a carico dello schieramento Zito-Bertuca, pure operante a Villa S. Giovanni (RC) e Fiumara (RC.

Le indagini hanno così messo in luce la presenza, nell’area villese, di una forte pressione estorsiva e di un controllo criminale esercitato congiuntamente, da più cosche, in modo capillare. Situazione questa che può essere efficacemente riassunta nelle parole di Pasquale Bertuca che – nel corso di un colloquio in carcere intrattenuto con la sorella Felicia e con il nipote Vincenzo Sottilaro Vincenzo il 23.08.2010 – invitava i familiari a riferire a Alfio Liotta, soggetto incaricato della riscossione dei proventi estorsivi, di «non lasciare scampo a nessuno» con la precisazione di un imprenditore cui doveva rivolgersi che doveva «… essere il primo che glieli deve portare!».

Il controllo esercitato sul territorio era così ampio e penetrante che gli esponenti delle consorterie mafiose – oltre a condizionare la vita economica del territorio villese posto che l’avvio di iniziative economico/imprenditoriali doveva ricevere il placet degli esponenti delle varie cosche – erano in grado di risalire agli autori dei furti in abitazione e di veicoli, dei danneggiamenti, e di attivarsi per la restituzione dei beni ai legittimi proprietari, anche dietro il pagamento di una somma di denaro.

Sansone 2