07
Mar

Omicidio Pagliuso, ricostruite le mosse del killer

Pagliuso killer movimenti

Una ricostruzione minuziosa di tutti gli spostamenti e dei movimenti del presunto killer Marco Gallo, compiuti prima e dopo aver ucciso Francesco Pagliuso, il noto avvocato penalista, il 9 agosto del 2016, davanti alla propria abitazione a Lamezia Terme. (LEGGI LA NOTIZIA)

Un compito, quello degli investigatori, reso possibile dalla presenza di alcune telecamere di videosorveglianza, dai telefonini e dal navigatore satellitare gps presente sulla Bmw blu di Gallo, così come riportato nell’edizione odierna della “Gazzetta del Sud”. 

I carabinieri e la task force di investigatori inviata da Roma, hanno ricostruito i movimenti di quell’auto diversi giorni prima e nella stessa data dell’omicidio dell’avvocato Pagliuso.

Alle 14.32 del 9 agosto 2016, la Bmw di Gallo parte da Falerna, luogo dove risiede insieme alla moglie Federica Guerrise. Diretto a Lamezia, il presunto killer viene fermato dai carabinieri per un normale controllo mezzora dopo.

Sono le 15.22 quando l’auto riparte e raggiunge il parcheggio del centro acquisti “I Pini” a Lamezia. Gallo rimarrà lì un paio d’ore, il tempo di effettuare cinque telefonate. Poi riparte e, alle 17.31, parcheggia l’auto nel suo garage in via Indipendenza, pieno centro storico di Lamezia.

Bisognerà attendere le 20.00: a quell’ora, infatti, Gallo si sposta con la sua Bmw e si dirige in via Marconi e, parcheggiata l’auto nei pressi in un’area commerciale, il presunto killer, in tenuta da jogging, si aggira attorno all’abitazione di Pagliuso. L’avvocato rientrerà a casa alle 22.11 ma non farà in tempo neanche a scendere dall’auto perché il killer lo uccide con tre colpi di pistola che lo raggiungono con precisione chirurgica al volto.

Un minuto dopo Gallo torna alla propria auto facendo finta di correre. Alle 22.24 la Bmw scura si muove e si dirige a Falerna. Ma, dalla ricostruzione degli investigatori, sarebbe emerso come Gallo, insieme alla compagna, all’indomani, abbiano raggiunto Stalettì. Nel pomeriggio, infine, il giovane killer va da solo al bar del Reventino, lo stesso dove nel 2013 furono uccisi Francesco Iannazzo e Giovanni Vescio. Qui chiama il suo avvocato, Antonello Mancuso, ora il suo unico difensore dopo la rinuncia dell’avvocato Teresa Bilotta.