01
Ago

Omicidio Mezzatesta, il percorso e gli errori di un killer professionista

Lamezia Gallo moglie

Ha vissuto poco più di un mese nell’ombra Marco Gallo, ma il suo destino, subito dopo aver ucciso Gregorio Mezzatesta lo scorso 24 giugno in pieno centro a Catanzaro, a sua insaputa, era già segnato.

Moto da enduro, casco integrale e giubbotto scuro, questo il profilo del killer ricostruito e inseguito dagli occhi di decine di telecamere che, da Lamezia Terme da dove è partito, ne hanno seguito mosse e spostamenti fino a via Milano a Catanzaro, luogo dove si è consumato il brutale agguato.

Per Gregorio Mezzatesta e l’amico, Angelo Mazza, entrambi a bordo della stessa auto mentre si recano a lavoro, Marco Gallo non è più che un’ombra lontana, un fantasma che si materializza solo alle 7.37 quando si avvicina alla Citroen grigia ed esplode cinque colpi di pistola. (LEGGI LA NOTIZIA)

Oltre a Mazza c’è un solo vero testimone, il responsabile della ditta che si occupa delle pulizie nell’area delle Ferrovie della Calabria che assiste a tutta la scena, registra molti particolari, chiama i carabinieri e riferisce loro quello che ha visto.

Dopo l’omicidio il killer fugge, segue strade poco battute di montagna, un percorso lungo e tortuoso, fatale per la propria moto che lo lascia a piedi poco prima di arrivare a Lamezia Terme.

A poco più di un’ora dal delitto, la telecamera di una casa privata inquadra il motociclista che, pur rimanendo in sella, spingere la enduro facendo leva sulle gambe. Un quarto d’ora dopo il killer è a piedi e senza casco, diretto verso via Indipendenza, la strada dalla quale è partito all’alba.

Qui riprende la propria auto, una bmw scura, e con un carrello va a recuperare la propria moto. Un profilo da killer professionista quello di Marco Gallo e ne sono convinti gli investigatori. Resta però ancora da capire chi lo abbia assoldato per compiere l’efferato omicidio.