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Omicidio Franco Belsito: spunta una pista svizzera

Nuovi sviluppi sulla morte di Franco Domenico Belsito, 52enne originario di Sant’Onofrio (Vibo Valentia),il cui cadavere è stato rinvenuto nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29 novembre nel bagagliaio della sua auto, parcheggiata da un paio di giorni nel centro di Lu, davanti a un ristorante.

Gli inquirenti hanno fermato Alessandro Loiacono, 33enne residente a Tortona, nativo di Tropea. L’uomo, titolare di una società di recupero di materiale ferroso, non ancora operativa, è indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Come scrive il giornale novionline.net, all’origine del delitto ci sarebbe una storia di soldi che Belsito avrebbe preso in prestito da Loiacono e poi non sarebbe stato in grado di restituire. Si parla ache di pista “svizzera” nell’omicidio di Franco Domenico Belsito, il 52enne arrivato in Piemonte dalla Calabria una dozzina di anni fa con la moglie Giuseppina.

La vittima, nel 2010, aveva costituito una piccola società con sede a Bioggio. La ditta, la Aurora Bfd Sagl, si sarebbe dovuta occupare di lavori edili e ristrutturazioni. Ventimila franchi il capitale sociale investito da Belisto e da un altro cittadino italiano residente in Svizzera.

La Aurora Bfd Sagl è fallita poco più di un anno dopo, nel marzo del 2012, ed è stata radiata dal Registro di Commercio del Canton Ticino nell’agosto del 2012, meno di due anni dopo la costituzione. Non si esclude che il delitto possa avere qualcosa a che fare con la società ticinese intestata all’uomo dal 2011 al marzo 2012. La società Aurora, infatti, come riferisce anche La Stampa di Torino, sarebbe stata la segreta cassaforte svizzera su cui sarebbero transitati milioni di euro accumulati dalla Lega Nord con i fondi elettorali. Una vicenda su cui avevano anche indagato i pubblici ministeri di Napoli e Reggio Calabria, Henry Woodcock e Giuseppe Lombardo e la Direzione Investigativa Antimafia del capoluogo calabro. L’ipotesi era che la società Aurora facesse in realtà capo a Francesco Belsito, l’ex tesoriere della Lega Nord, che avrebbe sfruttato la quasi omonimia con il Belsito “piemontese” per i suoi affari. L’Aurora, infatti, sarebbe servita da cassaforte per il tesoriere del Carroccio per i propri traffici di denaro, addirittura, forse, all’insaputa di Franco Domenico.

Gli inquirenti stanno scavando nel passato della vittima. Le modalità del delitto non farebbero pensare a un delitto premeditato ma a una lite degenerata. In tutti i casi, come scrive novionline.net, gli inquirenti calabresi hanno fatto sapere che alcuni parenti di Belsito risulterebbero “vicini” al clan dei Bonavota e lui avrebbe dei precedenti per associazione di stampo mafioso. Legami comunque antichi e non necessariamente collegati alla sua vita odierna. Una vita che aveva cercato di ricostruirsi in Alta Italia.