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Mar

Omicidio Cocò Campolongo: spunta un nuovo testimone

Per gli zingari uno sgarro economico da lavare con il sangue e da cancellare con le fiamme e non importa se a pagare il conto in sospeso, forse una partita di droga, sia stato anche un bimbo di appena tre anni Nicolas Campolongo, per tutti Cocò, ucciso e bruciato insieme al nonno, Giuseppe Iannicelli e alla compagna marocchina, Ibtissan Touss. Un triplice omicidio maturato in un ambiente di assoluto degrado: il piccolo Cocò, era sotto la tutela del nonno perché la madre, Antonia Maria Iannicelli, il padre Nicola, gli zii e la nonna Maria Rosaria Lucera, erano tutti in galera dal 2011 per traffico di stupefacenti.

Una strage che ha inorridito il Paese, perché Cocò ha avuto solo la sfortuna di nascere sotto una “cattiva stella”. Ora spunta un testimone che avrebbe assistito all’omicidio e rivelato che a premere il grilletto sarebbero stati due braccianti agricoli (forse stranieri) della Piana di Sibari. Le dichiarazioni del testimone sono in queste ore al vaglio degli inquirenti.