17
Ott

Nicholas Musuraca da Riace a Hollywood

Nicholas Musuraca visse la grande stagione del cinema Hollywoodiano come direttore della fotografia, raccogliendo premi e riconoscimenti. Debitore dello stile impressionista tedesco, Musuraca inizia e finisce le sue opere con le ombre, come nel western “Sangue sulla luna”. Parliamo di un classico del cinema degli anni ’40 , distribuito in Italia con il più accattivante titolo di “Vento di terre selvagge”, diretto da Robet Wise, interpretato dal grande Robert Mitchum e splendidamente fotografato da Nicholas Musuraca, calabrese di Riace, maestro del chiaroscuro e mago della fotografia del cinema noir americano.

               Una scena del film “Sangue sulla luna”

Figlio di contadini calabresi, Nicholas Musuraca si trasferì dall’Italia negli Stati Uniti con la sua famiglia. A Los Angeles, nel 1913 iniziò a lavorare come autista di J.Stuart Blackton, fondatore della Vitagraph Company of America, produttore di film muti. Poi, appassionandosi sempre più al cinema, lavorò dietro le quinte di numerosi film come attrezzista e aiuto direttore della fotografia. Proprio da questa esperienza capì le tecniche che potevano servire a farlo diventare un direttore della fotografia, ruolo che a Hollywood era molto richiesto. Fu poi collaboratore come proiezionista, addetto al montaggio, operatore e dal 1923  direttore della fotografia (firmandosi fino alla metà degli anni Trenta prevalentemente con il nome di Nick Musuraca).

Lasciata New York nel 1920 e trasferitosi in California nel 1927, iniziò a lavorare per la Robertson-Cole Pictures Corporation, dal 1928 RKO. Negli anni Trenta si fece le ossa dirigendo la fotografia per diversi film, opere minori, di bassissimo costo e proprio in quegli anni comprese come filmare e lasciare il segno sulla pellicola. All’inizio degli anni Quaranta, la tanto attesa svolta: il produttore di film horror Val Lewton lo chiama per girare alcuni suoi film considerati all’epoca di serie B, oggi finalmente rivalutati come “Il bacio della pantera” (Cat People) del 1942, “La settima vittima” (The Seventh Victim) del 1943 e “Il giardino delle streghe” (The Curse of the Cat People).

Quando fu chiamato dal regista Jacques Tourneur per “Il bacio della pantera”, il direttore della fotografia aveva affinato il suo stile comprendendo come le poche luci avessero un effetto particolare, ma le ombre rappresentavano quel tocco in più per spaventare meglio il pubblico. In un altro film cult,”Il passo del carnefice” (The Fallen Sparrow), Nicholas adotta il senso di claustrofobia grazie alle ombre che circondano John Garfield fino a racchiuderlo negli spazi dei movimenti. Fu nominato all’Oscar per il film “Mamma ti ricordo”, pellicola che esce dagli schemi noir e horror e racconta un dramma familiare.

Sebbene oggi sia considerato un grande cineasta dell’epoca d’oro di Hollywood, Musuraca non venne mai davvero apprezzato. Morì a Los Angeles il 3 settembre 1975.

di Eugenio Attanasio – Presidente della Cineteca della Calabria