02
Feb

‘Ndrangheta, mazzette e intimidazioni: gli affari di Salerno, Ruberto e Caserta (VIDEO)

Servizi per l’Impiego

L’operazione di questa mattina, eseguita dal Ros unitamente al Comando provinciale carabinieri di Catanzaro e a quello della Gdf di Vibo Valentia, su richiesta della Procura distrettuale antimafia del capoluogo, ha portato al fermo di 9 persone tra esponenti politici, imprenditori e amministratori pubblici della Regione Calabria e due persone ritenute vicine alla cosca Mancuso di Limbadi. (LEGGI LA NOTIZIA)

Nel corso delle indagini gli investigatori avrebbero raccolto diversi elementi probatori a carico di Nazzareno Salerno, all’epoca dei fatti assessore al Lavoro e alle politiche sociali della Regione Calabria, oggi consigliere regionale di minoranza.

I reati contestati a Salerno sono abuso d’ufficio, turbativa d’asta, corruzione e minaccia a pubblico ufficiale, aggravata dal metodo mafioso. In particolare, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, Nazzareno Salerno avrebbe esercitato pressioni nei confronti di diversi dirigenti preposti al proprio assessorato per cercare di imporre le proprie scelte e per garantirsi così, ampia discrezionalità nella gestione del progetto “Credito Sociale”. (GUARDA LE INTERVISTE)

Nazzareno avrebbe così agito con la complicità di Vincenzo Caserta, all’epoca dei fatti dg del dipartimento del Lavoro e delle politiche sociali della Regione e di Pasqualino Ruberto, ai tempi presidente della fondazione “Calabria Etica”, e avrebbe affidato la gestione economica e finanziaria del fondo europeo all’amministratore delegato di Cooperfin Spa, Marano Ortenzio, ora indagato.

I successivi accertamenti bancari avrebbero permesso di tracciare, poi, il corrispettivo in denaro percepito da Salerno per esternalizzare il servizio di “mini-crediti” alla Cooperfin, ricevendo in cambio 230 mila euro.

Secondo le indagini, inoltre, Nazzareno Salerno avrebbe organizzato un’intimidazione ai danni di un funzionario della Regione che si sarebbe opposto alle sue pretese, rivolgendosi direttamente a due pregiudicati riconducibili alla nota famiglia ‘ndranghetistica dei Mancuso, Gianfranco Ferrante e Vincenzo Spasari. (GUARDA IL VIDEO DELL’INCONTRO)

I due avrebbero minacciato il dirigente nel corso di un incontro svolto all’interno di un vivaio, documentato dai carabinieri del Ros. La strada spianata dai due malviventi ha così consentito a Salerno, Caserta e Ruberto di portare avanti il proprio progetto, affidato alla Cooperfin e a Calabria Etica.

In totale sarebbero stati “girati” fondi pubblici comunitari alla Cooperfin per un totale di 1,9 milioni di euro. I fondi residui messi invece a disposizione della Regione Calabria sarebbero stati poi gestiti dalla stessa Cooperfin, mediante riversamenti sui propri conti correnti intestati principalmente ad una società partecipata, la M&M Management.

Altri 800 mila euro, infine, sarebbero poi stati investiti in Svizzera indicando la causale “Progetto Giubilare” in capo ad una società su cui sono in corso ancora gli accertamenti.  

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