17
Mar

Musica e cultura dei canti matrimoniali arbëreshë

Vallje Calabria Pasqua arbëreshë

Della residente cultura arbëreshë abbiamo scritto molte volte, siamo in presenza di un contesto – quello della provincia di Cosenza e di una piccola parte di quella di Catanzaro – capace di preservare, cristallizandoli nel tempo, usi, costumi, tradizioni e lingua.
Uno dei veicoli principali di questa identità fiera, orgogliosa e preziosa sono i canti ed i balli. Che hanno radici e melodie comuni con delle inevitabili specificità (leggi qui) o con ritmico richiamo ai tempi passati (e qui).
Una vera esplosione di voce, di musica e di ritmo si ha durante uno degli eventi più coinvolgenti nella cultura italo-albanese, quel matrimonio che è da sempre considerato vicenda familiare ma anche e soprattutto sociale.
Terminata la funzione ed unitisi in matrimonio, gli sposi sono circondanti da canti e da balli, a Civita viene cantata la vallja, classica danza degli albanesi che si esegue tenendosi per mano e cantando in un coro formato da tutti i convitati ad onore della coppia.
In questa circostanza viene cantata la rapsodia “Kostandini i vogëlith” (Costantino il piccolo).
La rapsodia è densa di accenni commoventi e i motivi rispecchiano in tutto i principi del codice “Kanun di Lek Dukagini”, la legge tradizionale degli albanesi.
La festa del giorno del matrimonio si protrae infatti fino a notte fonda e quando il silenzio sembra stia per prevalere i giovani amici degli sposi rilanciano le note melodiose di tipici vjershë (si tratta di versi-stornelli)
La vallja citata in relazione allo straordinario borgo di Civita è una costante ed anche in questo caso attraversare i comuni dell’Arberia equivale a scoprire dimensioni nascoste, parzialmente diverse ma sempre legate da un filo comune. Quello della storia e dell’identità (leggi).