09
Nov

Il mistero dei “Giganti di pietra” di Campana

Secondo alcuni, megaliti millenari, secondo altri, tracce del passaggio dei “conquistatori” nelle terre calabresi. L’unica certezza è che il mistero dell’elefante e del guerriero di pietra di Campana, piccolo paese della provincia cosentina, rimane uno degli enigmi più oscuri ed affascinanti di questa regione. Diverse, dal programma Geo&Geo a Focus, sono state le trasmissioni e le riviste di interesse scientifico che, tornante dopo tornante, sono giunte fino alle “pietre dell’Incavallicata” per indagare il fenomeno che sta dietro la loro origine. Storici e archeologi si sono interessati al mistero campanese avanzando nel tempo molteplici teorie. I “Giganti di pietra” della presila erano dapprima stati accostati ad Annibale. Secondo le ricostruzioni, il condottiero cartaginese avrebbe eretto questi monumenti in occasione delle campagne volte ed espugnare le antiche Crotone e Sibari. Altri invece accreditano i monumenti a Pirro, re dell’Epiro tra il 306 ed il 300 a.C. prima, e poi ancora tra il 298 e il 272 a.C.

Dopo diversi rilievi e sopralluoghi erano però state avanzate ulteriori teorie in base alle quali sia l’elefante che il guerriero – che il tempo ha dimezzato rispetto a quelle che si pensa fossero le sue originarie fattezze – non sarebbero altro che composizioni frutto della natura e del tempo. Più accreditata (e recente) è però la teoria che poggia anche su studi fatti sui ritrovati archeologici nel territorio del Parco della Sila. I megaliti, secondo gli studiosi, non sarebbero composizioni naturali, ma frutto della mano dell’uomo, addirittura di un’antica civiltà risalente a migliaia di anni fa.
Nello specifico, come riportò anche National Geographic, nel Parco sono state ritrovate le ossa fossili dell’Elephas antiquus, una specie che ha popolato l’Europa da circa 800mila fino a 40mila anni fa. Una scoperta che appunto «getta potenzialmente nuova luce anche sui famosi megaliti, i cosiddetti “Giganti di pietra”, di Campana, che vari studiosi ora tendono a reinterpretare non più come formazioni geologiche, ma come manufatti scultorei di una notevolissima antichità. La Sila e il suo Parco si rivelano insomma ancora una volta piene di sorprese oltre che importanti non solo dal punto di vista naturalistico. Un patrimonio unico a livello mondiale che siamo certi meriti una protezione altrettanto unica come quella dell’Unesco».

Campana è un paesino di poco meno di mille abitanti incastonato nelle colline della Presila cosentina. La sua posizione è strategica sia perché ricompreso nel gruppo di paesi a cavallo tra due province (Crotone e appunto Cosenza) sia perché a metà tra il mare (Ionio) e le montagne della Sila Greca.