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Il miracolo di Polsi: la Madonna della Montagna (VIDEO)

SAN LUCA A San Luca, in una “profonda e solitaria vallata dalle alte e scoscese pareti “l’antico Santuario che vuole riscoprirsi luogo di sola fede!”

A fine agosto e per tutto il mese di settembre, migliaia di pellegrini risalgono le strade dell’Aspromonte per vivere “l’incubatio” la notte sacra fatta di litanie, preghiere, canti e balli. L’ atto di fede di un popolo per una Madonna che come scrive Corrado Alavaro «pare fatta di carne».

«Vanno i fedeli in lunga teoria, uno dietro l’altro, affratellati dallo stesso pensiero. Sembran carovane di gente che abbandonino il loro paese e si trasportino tutto, incluse le loro tradizioni e le cose più care. L’ occhio vede confusamente andare un popolo che ha comuni i bisogni e gli intenti, perdersi sotto gli alberi dalle profonde cascate, procedere lentamente per le serpentine delle montagne».
«Nella valle, sulle strade, sulla piazza sembrano tutti morsi dalla tarantola: si balla sfrenatamente dovunque al suono delle zampogne e tamburini. Ubriachi e vecchi che si scuotono goffamente, giovani che riducono la danza ad una serie di salti, d’ inchini, di genuflessioni, di baciamani, di grida selvagge, e che tenendosi i lembi della giacchetta corta con presunzione di galanteria, fanno i maestri di danza».
“si sente una continua implorazione (…) annidata fra pochi muri. Su tutto regna l’elegia cantata delle donne. Le madri offrono le vesti alla Vergine, orecchini e membra effigiate nella cera, tutte le cose più belle di un popolo che invoca, spera e crede”.

“Polsi, nell’arte, nella leggenda, nella storia” (1912) Corrado Alvaro