05
Lug

Migranti, Minniti: “Hotspot e nuove regole per le Ong”

Migranti

II Viminale incassa un risultato quasi inaspettato con le proposte varate dalla Commissione europea. Bruxelles, in particolare, condivide l’idea di un codice di condotta per le Ong (le organizzazioni non governative) proposto con tenacia dal Ministro dell’Interno, Marco Minniti.

Il testo è in fase di stesura in un confronto tra i tecnici del Viminale e della Guardia Costiera, ma alcuni punti sono già fissati: divieto di ingresso nelle acque territoriali libiche, spegnere il transponder (il sistema per la localizzazione a bordo) e  far telefonate o segnalazioni luminose per consentire gli imbarchi sui gommoni dei migranti. Dal canto loro, le unità Ong non dovranno entrare in conflitto con la Guardia costiera libica ne impedire la presenza di ufficiali di polizia giudiziaria a bordo in caso di indagini sul traffico di esseri umani.

Da ieri poi, si sono aggiunti altri punti essenziali. Come l’obbligo di comunicare al proprio stato di bandiera l’attività di soccorso, fornire alle autorità di pubblica sicurezza dello sbarco i documenti necessari e trasmettere tutte le informazioni di interesse info-investigativo alle autorità italiane. Se il codice di condotta non sarà rispettato l’Italia avrà allora diritto a negare l’attracco in porto.

Per quanto riguarda poi il raddoppio degli hotspot – i centri post-sbarco chiesti dall’Ue per identificare i migranti – Minniti annuncerà in Parlamento l”apertura di sei nuovi hotspot: tre saranno nella nostra regione: a Reggio Calabria, Crotone, Corigliano Calabro, piu’ un Cie da 100 posti in ogni regione.
Le nuove misure sono destinate a far discutere soprattutto per quel che riguarda la realizzazione dei Cie (centri identificazione ed espulsione), di cui si era gia’ parlato nei mesi scorsi. (LEGGI) Minniti intende procedere in tempi rapidi con o senza l’assenso dei governatori.

Bloccare i porti? È assurdo, il viaggio racconta la vita delle persone, fermare un viaggio è fermare la vita”. Alza la voce da Buenos Aires Mimmo Lucano, sindaco di Riace che difende il “suo” modello di integrazione: “Oggi, ricorda ancora il sindaco, il nostro comune non appartiene più alla Calabria ma al mondo: su 1.500 abitanti, 600 sono cittadini emigrati”