04
Ott

#Manifestiamoci, torna a Lamezia Terme il laboratorio di lettura, discussione e condivisione

manifestiamoci

Anche quest’anno, come di consueto nel periodo autunnale, ritorna #manifestiamoci, il laboratorio di lettura nei parchi e nei centri storici cittadini, ideato 2 anni fa dai blogger lametini di Manifest. per una ricerca spontanea verso la condivisione ed il confronto sulle tematiche più disparate. La parola chiave scelta è “Urgenza” ed ha a che fare con la capacità di guardarsi bene intorno. “La nostra contingenza ci costringe ad un presente complesso, sul quale siamo in dovere di porci continue domande”.

Il laboratorio è aperto a tutti, è gratuito, e ha come unico obiettivo stimolare le nuove generazioni alla ‘lettura’, non solo dei testi scritti, ma anche del ‘circostante’. La scelta di ‘occupare’ uno spazio urbano, quale può essere un parco ad esempio, non è infatti casuale, ma prende spunto dall’idea di ‘riappropriazione’ dei luoghi, in una visione d’insieme che esplora i diversi volti della ‘cultura’ e dell’impegno sociale. “Manifestiamoci” vuol dire proprio questo. Significa prender coscienza del proprio ruolo nei propri spazi. I libri, nostri fidati amici, le nostre giuste armi, diventano di volta in volta i motori veicolanti di dibattiti, discussioni, ma anche di semplici momenti di riflessione personale e collettiva.

“Abbiamo pensato a 2 primi incontri, nel mese di ottobre, il primo dei quali fissato per sabato 8 ottobre ore 15.30 sul prato verde del Parco Impastato” – scrivono in  una nota stampa i ragazzi del Collettivo – “Il tema verte sulla questione drammatica della violenza di genere, femminicidio, cyberbullismo e tutta la discussione sociale delle recenti settimane, ispirata dai fatti di Melito Porto Salvo come Rimini e Napoli”.

Il tentativo è quello di svestirci ancora una volta di titubanze, scetticismi e luoghi comuni, di metter giù la maschera e toccare con mano uno dei tanti problemi che attanaglia il nostro presente, in modo particolare la nostra terra, ancorata a una visione maschilista, a una mentalità per certi versi atavica, amplificata all’ennesima potenza dai media. Anche l’uso esasperato e incontrollato dei social network contribuisce a una spersonalizzazione di vittime e carnefici e spinge a una riflessione più approfondita sui rapporti umani.

Un laboratorio aperto, dunque, che vuole credere ancora nella capacità e nella bellezza di guardarsi negli occhi, di scambiarsi un’opinione.