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L’ultima Colonna del Tempio di Hera (VIDEO)

E’ l’unica colonna rimasta del maestoso tempio dorico del Santuario di Hera Lacinia, tra le aree sacre più importanti del mondo ellenico di epoca arcaica, costruito sul promontorio di Capo Colonna a picco sul mare, un tempo “lakinion akron” a pochi chilometri dall’antica Kroton conosciuta per i suoi atleti olimpionici e per la bellezza delle sue donne.

«Nell’antica colonia achea di Kroton insieme al culto di Eracle, fondatore mitologico della città, era molto sentito il culto di Hera Lacinia. Hera (Giunone nella mitologia romana) moglie di Zeus e regina degli dei, venerata quale divinità del matrimonio e del parto». «Il santuario rappresentava un riferimento essenziale per la navigazione e un rifugio sicuro, di cui la dea si faceva garante».
«La città di Crotone, prima dell’arrivo di Pirro in Italia, aveva una cerchia di mura lunga 12 mila passi. Dopo essere stata devastata in quella guerra, a stento solo una metà di essa era allora abitata. Il fiume Esaro, che un tempo passava nel mezzo della città, ora scorreva in una zona fuori dai luoghi abitati ed anche la rocca si trovava lontana da quelli. Il nobile tempio di Giunone Lacinia distava da Crotone sei miglia, più illustre della città stessa. Attorno vi era un bosco sacro, cinto da una fitta foresta con alti alberi d’abete ed aveva nel mezzo rigogliosi pascoli, nei quali ogni genere di animali sacri alla dea, pascolava senza bisogno di pastori. Di notte ritornavano alle stalle separatamente e secondo il proprio genere, giammai violati dalle insidie delle fiere o dalla frode degli uomini».

Tratto da Tito Livio “Ab Urbe Condita”

 

E nel tempio di Hera Lacinia Annibale fece incidere, in greco e punico, il racconto delle sue gesta prima di far ritorno a Cartagine.

«Annibale trascorse l’estate vicino al tempio di Giunone Lacinia, dove eresse e dedicò un altare con un’iscrizione incisa in caratteri punici e greci, che esponeva, in termini pomposi, i risultati che aveva eseguito».

Tratto da Tito Livio “Ab Urbe Condita”

 

I cospicui reperti rinvenuti nelle campagne di scavi sono esposti nel Museo Archeologico Nazionale di Crotone insieme al Tesoro di Hera, custodito in un’apposita sala.

«Si tratta di un vero e proprio tesoro, ritrovato nell’edificio sacro durante anni di scavi (1987-1990) diretti da Roberto Spadea. Doni votivi alla dea Hera Lacinia sono esposti dopo il restauro eseguito da Parvez Redjali Mostafavi. Tra i reperti di inestimabile valore: il prezioso diadema in oro e una ”barchetta nuragica” una unicità che testimonia i fitti rapporti e scambi con popolazioni lontane».