06
Lug

Locri, “Call&Call”: al via le procedure per il licenziamento di 129 lavoratori

Call&Call

In un comunicato ufficiale, Slc-Cgil e la Uilcom-Uil Calabria comunicano che l’azienda “Call&Call Lokroi” ha aperto le procedure per il licenziamento di 129 lavoratori.

I sindacati parlano di un “atto irresponsabile del committente Engie Italia, Locri non si tocca!.”

La procedura è stata comunicato il 5 luglio, a seguito della comunicazione del committente Engie Italia di volersi ritirare da Locri. Già nel corso degli ultimi anni altre commesse, quali Ing Bank Spa e Rcs Mediagroup, avevano cessato i rapporti commerciali su Locri, ma tra l’aumento del traffico di Enel (unica commessa rimasta su Locri) ed i sacrifici posti in essere da lavoratrici e lavoratori di Call&Call Lokroi, non ci furono impatti occupazionali tali da portare la società ad avviare le procedure di licenziamento.

L’ennesima fuga da Locri da parte del terzo committente in poco meno di 3 anni porta ad un esubero strutturale di ben 129 tra lavoratrici e lavoratori. Una situazione che Locri e la Calabria tutta non possono permettersi.

“Questo ennesimo depauperamento del territorio – affermano i sindacati – non può essere permesso, non può essere messo in discussione una attività che ha dato lavoro a centinaia di giovani della locride, risultando quale baluardo della legalità in un comprensorio afflitto da malavita, malaffare e malapolitica. Le segreterie regionali Slc e Uilcom della Calabria condannano con fermezza l’atto irresponsabile di Engie Italia che al danno di aver ridotto i volumi di traffico aggiunge la beffa di spostare il residuo dell’attivita’ in un’altra sede di Call&Call, ritenuta più funzionale logisticamente.”

“Questa ennesima spoliazione – si legge ancora – non sarà concessa, metteremo in campo ogni azione di lotta per richiamare a responsabilità Engie Italia, non permetteremo che 129 famiglie calabresi subiscano l’ennesimo dramma occupazionale.”

“Alle istituzioni locali – concludono i sindacati – chiediamo un contributo concreto di merito sostenendo le rivendicazioni e le battaglie che le organizzazioni sindacali metteranno in campo a tutela dell’occupazione, strumentalizzazioni e populismi siano messi da parte per il rispetto dovuto a questi 129 lavoratori calabresi. Alle lavoratrici ed ai lavoratori chiediamo di rimanere compatti e continuare ad avere quello spirito di unione e solidarietà che hanno caratterizzato la loro storia e che negli anni hanno permesso di uscire da situazioni similari.”