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Ott

Liquirizia, l’oro nero di Calabria (VIDEO)

Quella della Liquirizia è una storia antichissima, in Cina la usavano in ambito medico già tremila anni fa per curare la tosse, i disturbi del fegato e le intossicazioni alimentari. I Tibetani la impiegavano in una ricetta-elisir per allungare la vita.

Dalla Mesopotamia e dall’antico Egitto, la liquirizia giunse nella cultura greca che considerava questa radice come “buon medicamento”, i romani invece la apprezzavano a tal punto da costruirci attorno un vero e proprio commercio. Le sue proprietà furono poi patrimonio dei Bizantini e del mondo islamico.

“Anco la regolizia masticata e tenuta sotto la lingua mitiga la sete e l’asprezza della lingua e della gola”.

Palestro de Crescenzi  – De Agricoltura – XIV secolo  

 

In Calabria giunse nella seconda metà del 600 ma è nel 1700 che la coltivazione della liquirizia si espande nella provincia di Cosenza divenendo vera e propria industria con i “conci” che ricalcavano l’esperienza maturata nell’estrazione dell’olio di oliva. Dal 1850 la filiera della liquirizia affronta una strisciante crisi determinata da una molteplicità di cause, fino al punto che nel territorio calabrese d’elezione si perse, quasi completamente, la memoria di un prodotto che era divenuto identitario ed aveva fornito sostentamento a decine di migliaia di persone.
Recentemente, grazie alla lungimiranza di alcuni imprenditori ed in forza del riconoscimento della Dop, il comparto è rinato ed oggi l’80% della produzione nazionale è calabrese, con la nostra regione che garantisce il 25% del fabbisogno italiano.

La liquirizia calabrese, ritenuta unanimemente come la più buona al mondo, vegeta dalle pendici del Pollino fino all’estremo sud della regione, quella più apprezzata si trova lungo il bacino di alcuni corsi d’acqua, il Crati, l’Esaro, il Neto e il Tacina. Particolarmente equilibrata nel gusto dolce-amaro la liquirizia calabrese è impiegata in diversi settori industriali; dalle sue radici viene ricavato un succo dalle molteplici proprietà usato in erboristeria, nell’industria farmaceutica, per la produzione di liquori e di dolci.

Quanto agli aspetti salutistici sono note ed apprezzate le proprietà digestive, depurative ed antinfiammatorie.