02
Feb

Liquami scaricati nel fiume: sigilli al depuratore “Valle Crati” a Rende

depuratore

I carabinieri forestali del Gruppo di Cosenza hanno sequestrato, questa mattina, il depuratore consortile “Valle Crati” di Rende.

L’operazione, diretta dalla Procura della Repubblica di Cosenza e denominata “Cloaca maxima”, ha portato anche all’esecuzione di 6 misure cautelari interdittive nei confronti di dirigenti ed amministratori della società che ha in gestione l’impianto.

Secondo quanto è emerso nel corso delle indagini, i liquami prodotti dal depuratore finivano direttamente nelle acque del fiume Crati senza essere trattati in modo conforme alla legge, creando così una condizione di grave inquinamento, con conseguenti pericoli per la salute pubblica.

“Questa è la più importante indagine in materia di tutela dell’ambiente mai condotta nel cosentino. Grazie alla professionalità dei carabinieri forestali – ha detto il procuratore Spagnuolo – è stato possibile stabilire con certezza che l’impianto che doveva servire per depurare i reflui era invece un mezzo attraverso il quale si inquinavano le acque dei fiumi. L’indagine prosegue al fine d’individuare ulteriori e diverse responsabilità”.